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RC familiare: i guidatori non hanno capito la manovra

Lo stabilisce una ricerca di Facile.it

Rc Auto familiare

16 febbraio. Ogni automobilista lo ha ormai segnato in agenda. Quello sarà, infatti, il giorno X, il giorno in cui scatterà la RC familiare, un provvedimento a lungo invocato, che trova attuazione in virtù del DL Fisco 2020 correlato alla Legge Bilancio.

Nel mentre prima l’Ania (l’Associazione industriale fra le imprese assicuratrici) quindi il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) hanno preso parola per discutere dell’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle.

Naturalmente, viste le diverse parti rappresentate, l’opinione espressa differisce notevolmente. Ma su un punto entrambe le associazioni sembrano essere d’accordo: qualcosa non quadra. Non tornano tutti i conti ed emerge un timore, ovvero che le compagnie operanti nel ramo attuino un rincaro così da recuperare le perdite.

RC familiare: il 14,1 per cento non ha compreso la manovra

A nemmeno una settimana dalla fatidica entrata in vigore, permangono diversi dubbi e, senza ombra di dubbio, serviranno i chiarimenti del caso da parte delle autorità predisposte a occuparsi della manovra. Il punto numero sono i reali benefici che potrebbe dare ai consumatori, ma anche su come funzionerà e chi potrà accedere al sistema approvato.

Per stabilire il grado di conoscenza in merito, Facile.it ha commissionato un’indagine all’istituto mUp Research che, in sinergia con Norstat, ha sottoposto ad un campione rappresentativo del popolo italiano un questionario scoprendo come il 14,1 per cento dei rispondenti, pari a più di 5 milioni e mezzo di individui, abbia apertamente ammesso di non aver compreso il funzionamento della RC familiare. Se si abbandona il campo delle certezze per passare ai semplici dubbi è ragionevole ipotizzare un sensibile incremento del dato statistico.

Insomma, la confusione regna sovrana. Mentre le discussioni delle autorità virano su questioni, diciamo così. etiche, i diretti interessati nutrono dubbi in merito al nuovo piano concordato.

I beneficiari della norma

La fetta più grande di beneficiari della norma prossima alla ratifica saranno sostanzialmente i nuclei che hanno un parco mezzi formato da almeno un’auto ed una moto/scooter; in tale circostanza per coprire il veicolo a due ruote o viceversa, i componenti avranno la facoltà di usufruire della classe di merito maggiormente favorevole fra quelle maturate da chiunque altro membro.

Una situazione che, stando alle rilevazioni effettuate da Facile.it, coinvolgerà il 18 per cento dei rispondenti, l’equivalente di 3 milioni di famiglie. Qui c’è un lato curioso, a livello territoriale: in percentuale saranno più i nuclei del Centro a trarre vantaggio dall’agevolazione (25,2 per cento), rispetto a quelli delle regioni del Nord Est (14,7%). L’ampia forbice del quasi il 10 per cento risalta immediatamente all’occhio.

Le differenze dalla Legge Bersani

Grazie alla cosiddetta Legge Bersani, l’attuale sistema assicurativo permette già ai membri di una famiglia di usufruire della classe di merito migliore maturata su un’automobile per coprire un’altra auto, ma solamente nel caso in cui si acquisti un mezzo di cui si entri per la prima volta in possesso, a prescindere dal fatto che esso sia nuovo oppure usato.

Gli accorgimenti vagliati faranno decadere tale vincolo e, a partire dal 16 febbraio 2020, data in cui la normativa rivista otterrà efficacia, la classe dei conducenti italiani potrà sfruttare la classe di merito per proteggersi da incidenti e calamità varie.

Stando alle rilevazioni emerse dallo studio, questa casistica potrebbe toccare il 15,5 per cento dei rispondenti, ovvero circa 2,6 milioni di nuclei familiari. È arrivata la pacchia? Dipende. I vantaggi sopra segnalati sono quantomeno interessanti, però valgono esclusivamente limitati a determinati soggetti.

Saranno dunque escluse le persone già in possesso della prima classe di merito. Poi i nuclei proprietari di un solo veicolo, da qui le lamentele segnalate per la presunta discriminazione pure nei confronti dei single, sempre più numerosi al giorno d’oggi. Infine, come esplicitamente indicato dalla legge stessa, al trattamento di favore saranno esclusi coloro che hanno provocato nei 5 anni precedenti un sinistro con colpa.

46,9 per cento non godranno della RC familiare

Andando avanti a consultare il report sovviene che il 46,9 per cento degli interpellati, pari a circa 8 milioni di famiglie, ha dichiarato di non essere nella posizione di aderire all’agevolazione.

Tra questi, il campione più nutrito (il 30,6 per cento, pari a 5,2 milioni di nuclei) è costituito da coloro che sostengono di non potervi ricorrere perché provvisti di un unico mezzo. I numeri perfino salgono tra i residenti del Meridione e delle Isole (dove viene raggiunto il 38,3 per cento).

Va, tuttavia, sottolineato un aspetto: il 5,6 per cento delle famiglie contattate (percentuale aumentata al 6,3% nel Centro Italia) afferma che, alla luce del potenziale calo del costo delle tariffe, ha intenzione di comprare un veicolo a due o quattro ruote da aggiungere alla relativa dotazione. E se proprio lo strumento adottato conferisse slancio all’intera industria nei nostri confini?

Contrazione del 4,5%

Che la situazione non sia esattamente idilliaca lo ha confermato un’inchiesta congiunturale condotta a fine gennaio il Centro Studi Promotor. Il mercato ha subito una contrazione del 4,5 per cento, sfavorito pure dal giorno lavorativo in meno rispetto a dodici mesi prima.

Oltretutto i numeri dello scorso mese hanno accusato di qualche forzatura compiuta a dicembre da alcune case per smaltire stock di vetture impossibili da vendere nel 2020 per la normativa europea anti-inquinamento.

Al netto degli effetti illustrati il rendimento può considerarsi sostanzialmente sugli stessi livelli del gennaio 2019. Le misurazioni nelle acquisizioni degli ordini segnalano una lieve flessione, a cui funge però da contraltare un altrettanto lieve incremento delle persone accorse negli showroom, lasciando ben sperare sui risultati di febbraio.

In conclusione, lo studio effettuato da Facile.it concede un altro spunto di riflessione. Il 16,3 per cento dei rispondenti all’indagine, pari a circa 2 milioni e 800mila famiglie ha commentato di non intendere approfittare della nuova norma poiché ciascun membro del nucleo è già in prima classe di merito.

A loro vanno inoltre sommati gli automobilisti che, nel corso dell’ultimo quinquennio, hanno causato un sinistro con colpa, ossia quasi 1,2 milioni di individui secondo l’osservatorio.