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FCA: Carlos Ghosn conferma una trattativa con Renault nel 2017

L’ex CEO di Renault conferma di aver trattato con John Elkann nel 2017 per un’alleanza con FCA

In questi ultimi giorni, Carlos Ghosn, ex CEO di Renault e Nissan, è tornato in prima pagina grazie all’incredibile fuga che lo ha visto lasciare Tokyo e il Giappone, dove era agli arresti domiciliari per via delle diverse accuse di appropriazione indebita che portarono all’arresto nel novembre dello scorso anno.

Arrivato in Libano, passando per la Turchia nel corso di una fuga probabilmente studiata nei minimi dettagli per molti mesi, oggi Ghosn ha tenuto una conferenza stampa in cui ha risposto ad un gran numero di domande in merito agli avvenimenti degli ultimi mesi. Tra le domande poste dalla stampa all’ex numero uno di Renault c’è anche una che riguarda il recente accordo tra FCA e PSA ed il fallimento della trattativa con Renault di diversi mesi fa. 

A sorpresa, Ghosn ha confermato che nel 2017 avviò una trattativa per un’alleanza con FCA con lo scopo di completare una fusione che avrebbe garantito “l’opportunità di diventare il player dominante” dell’intero settore automotive. Ghosn ha confermato di aver discusso della possibile alleanza con John Elkann diversi mesi prima del suo arresto, avvenuto nel novembre del 2018, e del fallimento della trattativa di fusione (dovuto alle posizioni rigide del Governo francese e di Nissan) dello scorso giugno.

Secondo Ghosn, inoltre, il gruppo FCA sarebbe stato “totalmente complementare” con l’alleanza Renault Nissan. Una possibile fusione con il gruppo italo-americano poteva rappresentare per l’alleanza una notevole spinta verso la crescita futura. L’ex numero uno della casa francese ha, quindi ribadito che il mancato accordo tra Renault e FCA rappresenta un’occasione persa davvero incedibile per l’azienda francese.

Le altre dichiarazioni di Ghosn

Nel corso della conferenza stampa, Ghosn ha parlato del suo arresto e di tutto ciò che è successo in questi ultimi mesi. L’ex manager ha ribadito di essere stato interrogato “per otto ore al giorno senza la presenza di un avvocato” lanciando, inoltre, pesanti accuse a Nissan ed alla magistratura nipponica sostenendo l’esistenza di “evidenti segnali di collusione”. 

Per Ghosn, la campagna di Nissan contro di lui è iniziata nel 2017 quando sono iniziate ad essere registrare le prime perdite per il gruppo nipponico. Il manager ha anche sottolineato di aver lavorato per “integrare” le due imprese confermando, quindi, i rumors legati ad un tentativo di fusione tra Nissan e Renault portato avanti nel recente passato.

Ad oggi, Ghosn è accusato dalla magistratura nipponica e da Nissan di aver presentato false dichiarazioni al fisco in Giappone riuscendo così a sottrarre in modo indebito, svariati milioni di dollari direttamente dalle casse di Nissan grazie ad un complesso sistema di società dislocate nei Paesi del Medio Oriente. Ghosn ha sempre negato le accuse sostenendo di essere vittima di un complotto orchestrato da Nissan e dalla procura giapponese. Per ora, l’ex numero uno di Renault resterà in Libano e l’estradizione in Giappone appare quasi impossibile.

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