750 Competizione (1955)

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Il desiderio di ritornare ufficialmente alle competizioni in categoria Sport dopo i rimpianti accumulati con le 6C 2500, 3000, 3000 CM e 3000 PR, e davvero forte e spinge la direzione aziendale a varare il progetto di una nuova barchetta che rientri nella combattuta classe fino ad un litro e mezzo.
Per quanto riguarda i gruppi meccanici, la soluzione che prevale è quella di rivedere il propulsore in lega leggera che alimenta la Giulietta, portando la cilindrata fino ai limiti regolamentari, rivedendo, tra l’altro, anche la trasmissione.
Lo studio del telaio viene inizialmente affidato ad Abarth con cui vi è un legame dovuto soprattutto al passato di Rudolf Hruska che, dopo aver lavorato con Carlo Abarth anche al progetto della Cisitalia 360 Gran Prix, era giunto al Portello per ottimizzare ed organizzare la produzione della Giulietta, di cui sarà anche uno dei padri.

La scocca portante in lamiera d’acciaio rinforzata con strutture tubolari appare fin da subito leggera, ma ancora troppo elastica e flessibile per rendere la vettura competitiva: il tecnici Alfa provvedono all’irrobustimento, purtroppo causando un notevole aggravio di peso. D’altra parte il propulsore, profondamente evoluto con valvole maggiorate e disposte a 90°, eroga ben 145 CV (pur con un erogazione molto brusca) e permette una velocità massima di 225 Km/h. La carrozzeria, dalla linea filante ma inconsueta, è anch’essa disegnata a Torino, questa volta da Boano.

I problemi di sviluppo rallentano molto la gestazione dei due prototipi assemblati e la produzione di una piccola serie di vetture da destinare anche ai clienti sportivi viene interrotta per concentrare tutte le energie sulla produzione della Giulietta e sullo sviluppo di nuove versioni stradali. Uno degli esemplari verrà successivamente revisionato e restaurato per essere esposto nel Museo di Arese.

SCHEDA TECNICA
Motore anteriore, longitudinale verticale, 4 cilindri in linea
Struttura Monoblocco e testa in lega leggera
Cilindrata cc 1488
Alesaggio x corsa mm 76×82
Distribuzione doppio albero a camme in testa con comando a catena
Numero valvole 2 per cilindro
Rapporto di compressione 10:1
Alimentazione 2 carburatori doppio corpo
Accensione A spinterogeno
Raffreddamento a liquido
Lubrificazione a carter umido
Potenza massima 145 CV a 8000 giri/min
Trazione posteriore
Frizione anteriore, monodisco a secco
Cambio 5 marce + RM
Telaio autoportante in acciaio con rinforzi tubolari
Sospensione anteriore quadrilateri trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici
Sospensione posteriore ponte rigido, triangolo superiore e puntoni; molle elicoidali, ammortizzatori idraulici
Freni a tamburo, idraulici
Sterzo vite e rullo
Serbatoio carburante capacità litri 80
PRESTAZIONI E PRODUZIONE
Velocità massima km/h 220