Alfa Romeo alla conquista degli Stati Uniti, 145 concessionarie per Giulia

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Con l’imminente sbarco di Alfa Romeo Giulia sul mercato americano, la storica casa automobilistica italiana parte alla conquista degli Stai Uniti. Oggi Reid Bigland, numero uno del Biscione ha confermato lo sbarco entro 2 mesi da oggi delle prime 100 Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio in Usa. Dopo il top di gamma toccherà anche al modello con motore turbo benzina da 280 cavalli. Mentre per il momento non è previsto l’arrivo di altri modelli di Giulia in Nord America. L’amministratore delegato di Alfa Romeo ha pure spiegato come avverrà la distribuzione di questo veicolo nel grande paese americano. In pratica si sfrutteranno 145 concessionari che la casa milanese può vantare negli Usa, molti dei quali però in condivisione con Maserati o Fiat. 

Alfa Romeo Giulia: negli Usa sarà venduta in 145 concessionarie

E’ stato invece escluso da Reid Bigland che Alfa Romeo Giulia sarà venduta negli Usa nelle concessionarie dei brand americani che fanno parte di Fiat Chrysler Automobiles. L’importante dirigente di Fiat Chrysler Automobiles, scelto nei mesi scorsi da Sergio Marchionne come nuovo numero uno del Biscione parla anche delle vendite di Alfa Romeo Giulia in Europa. Il top manager si ritiene soddisfatto anche se al momento sembra prematuro poter fare un bilancio, visto che comunque la Giulia non è arrivata in tutti i mercati e che la gamma al momento non è ancora completa. In questi primi mesi infatti i clienti hanno potuto acquistare solo alcune versioni di Giulia rispetto  a quelle che la gamma offrirà in futuro quando sarà finalmente completa.

Un primo bilancio sulle vendite di Alfa Romeo Giulia a fine 2017

Dunque questo fa capire chiaramente che fino a quanto questo non accadrà non è opportuno fare bilanci su come stanno andando le cose per Alfa Romeo Giulia. Poi ovviamente bisognerà aspettare anche il verdetto di come andranno le cose in mercati come quello americano e quello cinese in cui sempre secondo Bigland la Giulia arriverà nel secondo trimestre del 2017. Insomma un primo bilancio si potrà forse cominciare a fare verso la fine del 2017, quando la nuova berlina sarà finalmente distribuita in tutto il pianeta e la gamma potrà dirsi completa.

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Alfa Romeo Giulia pronto allo sbarco in USa
Alfa Romeo Giulia pronto allo sbarco in USA

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Il rilancio di Alfa Romeo è una maratona non uno sprint

Nel frattempo però da Alfa Romeo fanno notare come la Giulia sia già salita sul podio della sua categoria in Italia e inoltre considerando solo le berline già ad agosto è stata la più venduta nel suo segmento. L’amministratore delegato del Biscione sintetizza il tutto affermando che il rilancio di Alfa Romeo non può essere considerato come una gara di velocità ma bensì qualcosa che può essere più facilmente paragonato ad una vera e propria maratona.

  • umberto

    Bene ottima strategia e consapevolezza dei reali obbiettivi! è semplicemente la dimostrazione che sanno perfettamente cosa fare! Povere cornacchie esterofile inutili e criticoni vari ve la prenderete tranquillamente dove meritate!

    • Matteo

      Quante ne spari

      • umberto

        Ti crea problemi? Ti senti chiamato in causa? ……. Nel caso tranquillo ci sono tanti bei siti per esterofili e criticoni dove questi inutili soggetti possono dilettarsi a sparare tutte le loro stupidate!

        • Matteo

          Forse non hai capito, io sono per il rilancio dell’Alfa e sono felice quando fa bene. Questo però nn mi vieta di essere obbiettivo, non mi metto a delirare come fai te eppure non vado in nessun sito esterofilo. Detto ciò siamo in un Forum in cui ognuno può esprimere le proprie opinioni quindi spero in una tua risposta. P.S. Non fraintendere io sono a FAVORE del rilancio di Alfa Romeo

          • Paolo Guidi

            Bene approfondisci con un discorso completo facci capire cosa pensi di questo momento storico che l’Alfa e noi fans con lei stiamo vivendo fianco a fianco perché dalle risposte che dai non ti si riesce ad inquadrare . Questo perché è vero che questo è un sito , ma particolare come il marchio che rappresenta ed in tanti abbiamo dovuto ” battagliare ” passami il termine con personaggi irritanti e iirritevoli il cui passatempo preferito è demolire tutto ciò che rappresenta il made in Italy , solo questo ?

            • Matteo

              1 Questo momento storico mi eccita particolarmente sto fremendo in attesa dell’arrivo dei nuovi modelli dell’Alfa, il family feeling adottato dalla Giulia mi fa impazzire. Sono curioso di sapere come sarà il suv, tuttavia sono dubbioso riguardo al raggiungimento delle 400 000 auto imm. ma farei i salti di gioia anche se ne immatricolassero 200 000.
              2 Forse nn mi riesci a inquadrare perché hai la mentalità chiusa; se uno spera in un ritorno in grande stile del Biscione nn significa che debba chiudere gli occhi e dire che va tutto a meraviglia.
              3 Non voglio demolire il Made in Italy e nn è nemmeno il mio passatempo preferito. Ora dimmi anche tu cosa ne pensi del periodo dell’Alfa

              • Paolo Guidi

                Ciao per quello che riguarda la gamma di modelli si sta gradualmente allargando seguendo un preciso programma pianificato che vedrà un coupe 2 SUV di taglie e segmenti diversi l’ammiraglia percui da qui a 3 – 4 anni lAlfa avrà la sua signora gamma per competere a 360 gradi con chiunque . Riguardo il numero di immatricolazioni mi sembra un dato prudenzialista perché secondo me con la sola Giulia una volta che si spriranno le frontiere oltre oceano ma anche in altri stati dell’unione europea le 400000 le raggiungi facilmente. Non vorrei che si raggiungesse i numeri dei concorrenti anche per mantenere un po’ più di esclusività . Ringraziamo Marchionne e ne parlavo poco fa con Umberto bidone fargli un monumento perché quello che ha fatto è un capolavoro e che lo ha criticato e continua a farlo è un povero ignorante cerebroleso e in Italia purtroppo ne esistono tanti . Per quanto riguarda il periodo storico che ha vissuto lAlfa è stato un periodo difficile che ha visto ottimi modelli mal supportati da scelte di marketing poco coraggiose o meglio forse erano loro a non credere fino in fondo alla bontà di quello che