In tanti nelle ultime settimane si stanno chiedendo come sono andate le vendite di Alfa Romeo Giulia a Luglio. Dobbiamo innanzi tutto dire che il Biscione in Italia nel mese preso in considerazione si è comportato bene nel suo insieme. Basti pensare che le immatricolazioni sono cresciute del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta dunque di una crescita molto incoraggiante per il noto brand del Biscione, che dopo anni difficili tenta di rilanciarsi in grande stile nel mondo dei motori ed in particolare nel segmento ‘D’ del mercato auto.

Nonostante questo buon andamento generale per la casa di Arese (ops Torinese/Olandese) che ha fatto registrare esattamente 2.664 immatricolazioni nel mese di Luglio 2016 con un incremento del 6,1% rispetto a Luglio 2015, occorre però segnalare il passo indietro della nuova berlina Alfa Romeo Giulia rispetto a quanto raccolto durante lo scorso mese di Giugno.

Alfa Romeo Giulia a Luglio nelle vendite sparisce dalla top ten delle berline di segmento ‘D’

Secondo i dati ufficiali dell”UNRAEche per chi non lo sapesse è l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan, lo scorso mese di Luglio 2016, a differenza di quanto avvenuto a Giugno, la berlina Alfa Romeo Giulia non figurerebbe nella top ten delle automobili di segmento ‘D’ più vendute in Italia.

A giugno, che ricordiamo è stato il mese di esordio per la berlina del Biscione sul mercato, furono 800 le immatricolazioni. Queste consentirono alla nuova vettura del Biscione di issarsi al nono posto della top ten del segmento ‘D’ del mercato davanti a Ranger Rover Evoque con 733 unità e subito dietro Mercedes GLA con 818.

A Luglio invece non c’è nessuna traccia della Giulia nella top ten delle berline medie superiori, classifica che si chiude con la Toyota Rav 4 che ha immatricolato 714 unità.

Alfa Romeo Giulia vendite Luglio 2016
Alfa Romeo Giulia vendite di Luglio

Alfa Romeo Giulia fuori anche dalla top 50 delle auto più vendute di Luglio, ma al momento non è noto il numero esatto delle unità vendute…

Insomma si tratta di un passo indietro rispetto a Giugno, ma del resto c’era da aspettarselo, visto e considerato che notoriamente giugno è un mese in cui si vende più di Luglio ed infatti facendo un confronto anche con le altre vetture notiamo un calo generale. Inoltre essendo stato Giugno il mese di esordio per Alfa Romeo Giulia era facile prevedere un vero e proprio boom che ovviamente non si può essere ripetuto con la stessa intensità anche a Luglio.

Al momento non soni stati ancora pubblicati i dati di vendita delle singole vetture e dunque non sappiamo con precisione quante unità di Giulia sono state piazzate sul mercato dall’1 al 31 luglio. Quello che è certo è che la berlina del Biscione non compare nella top ten delle berline di segmento ‘D’ e nemmeno nelle 50 vetture più vendute in Italia a Luglio in generale.

La top 50 di Luglio infatti si chiude con le 791 unità vendute dalla Mini. 

  • umberto

    i bilancio si fanno sempre a fine anno, quindi bisognerà verificare le vendite alla fine dell’anno e poi aspettare ancora un anno per fare i raffronti con i mesi da giugno a dicembre sia del 2016 che del 2017!
    la Giulia c’è, il mercato deciderà se la ritiene valida o meno, per gli Alfisti è valida, ma non è che ci si può basare solo su quelli, bisogna cercare di convincere tutti quelli che oggi comprano altre marche e che non sono appassionati delle stesse, i quali, a differenza degli Alfisti, sono la maggioranza degli acquirenti!.. quindi un mercato facile e difficile allo stesso momento.

    • lionking

      verissimo!

  • ILKönz

    A parte che ancora non capisco che senso abbia raggruppare in una sola graduatoria le vendite di SUV e berline, questo era un flop annunciato, nulla di cui stupirsi. Le ragioni le sappiamo bene, ormai. E a fine anno cambierà poco o nulla, così come negli anni successivi.
    La Giulia era un ottima carta ma i dementi che poltriscono al reparto marketing di FCA l’hanno giocata malissimo. Il Suv quindi costituisce la classica ultima spiaggia, se cannano pure là prepariamoci ad una nuova proprietà Alfa, probabilmente dagli occhi a mandorla.

    • Francesco Tarquinio

      nostradamus della minghia parlami delle mega multe che si prende vag….a 100 milioni fa caput!!

  • Vincent

    A me sembra un grandissimo risultato, in quanto giulia con una gamma ancora da costruire ha già venduto oltre la metà della concorrenza, che dalla loro hanno una gamma stracompleta. Mi pare che bmw 3er non abbia fatto di meglio con 278 unità in meno passando da un 2° posto ad un 8° tra gli ultimi. E’ il solito discorso alla totò e di chi abbia mangiato i suoi polli: la giulia a che posto la troviamo in questa classifica? magari all’11° o al 12° beh allora è sempre un grande risultato.

  • Alessandro

    Il dato dell’immatricolazione dice tutto e dice niente.Se un mese vuoi spingere i dati basta fare un po di immatricolazioni ai concessionari o firmare qualche contratto su flotte in noleggio lungo termine cose su cui BMW e soprattutto gruppo VW ( Audi) sanno fare bene da anni mentre FCA a causa di un Marketing becero è fortemente indietro.Io andrei a vedere gli ordinativi di Giulia,A4 e serie 3 nel mese di luglio e poi commenterei. In ultima analisi c’è pure da dire che la produzione di Giulia risente pure dei ritardi di Cassino insomma l’Alfa deve/dovrà crescere inevitabilmente nei numeri ma allo stato attuale è troppo prematuro fare dei confronti con i concorrenti tedeschi

  • Paolo Guidi

    Messaggio al Konz del cazz , la Giulia è già un successo che gradualmente prendera il suo spazio non può improvvisamente togliere o annullare la concorrenza anche in virtù di una gamma motori che da qui a pochi mesi si completerà, ma non ci vuole una laurea in economia e commercio per capirlo imbecille !!!!!!

  • Motorhaus

    Giugno, mese in cui i concessionari hanno aperto le porte al pubblico per mostrare e specialmente far provare la Giulia. (quindi le immatricolazioni sono state aiutate dalle auto in prova). Luglio, stranamente, immatricolazioni a picco. L’analisi da fare è molto semplice e deve essere obiettiva, Alfa impiega tempo per consegnare Giulia (si parla di un’attesa di 3 mesi) ed è quindi verso fine anno-inizio anno nuovo che vedremo i numeri di vendita papabili. Solo FCA sa al momento come sta andando Giulia, avendo davanti a se gli ordinativi. Spero che possa far bene come le sue rivali, perché è veramente un auto di tutto rispetto. Comunque tirando alcune considerazioni, mi son dovuto ricredere anche sui piani di sviluppo Fiat, che reputavo non proprio ottimi. Ho sempre posto il mercato italiano come il più importante nel considerare le mosse delle industrie automotive e devo dire che più o meno mi trovavo, ma da qualche tempo non più: la mancanza di una station wagon per la Giulia mi ha fatto preoccupare non poco per le vendite, ma poi ho visto gli USA, dove vanno solo SUV importanti e berline. Nel 2006 Fiat produsse la croma in versione solo station, proprio perchè le interessava il mercato italiano, ma ora invece ho capito, che FCA se ne frega altamente ormai dei numeri che si fanno qui, perché sono numeri di contorno, ecco perché hanno fatto solo la berlina… perchè deve vendere in USA e Cina specialmente. Ora ho capito, benvenuto nel terzo mondo, mi sono detto.

    • ILKönz

      E ancora ci stupiamo?
      Sono *ANNI* che FCA, praticamente da quando è nata, consegue i suoi maggiori risultati di vendite in America.
      Ovvio che al maglioncino interessi prima di tutto quel mercato. Soltanto che il Grande Manager di sta ceppa ancora non ha capito che gli americani non sono “di bocca buona” come gli italiani, per loro FIAT ancora è sinonimo di Fix It Again Tony e finora non è stato fatto nulla per far cambiare loro idea. Chi compra una 500 Abarth da quelle parti lo fa soltanto per togliersi uno sfizio momentaneo, non perchè sia convinto di chissà quale bontà del modello in sè. Per loro le Alfa sono soltanto delle Fiat più costose, e basta guardare la misera performance commerciale della 4C, che non ha MAI raggiunto i target di vendite da quelle parti, pur essendo relativamente facili da raggiungere, visto che è un modello prodotto in serie limitata.
      Maglionne deve soltanto ringraziare Jeep e RAM se ancora non è finito pancia all’aria, lui e questo patetico carrozzone anglo-olandese chiamato FCA.
      I piani industriali FCA semplicemente sono una barzelletta, si va avanti con il “nome” Jeep che è ormai più un’icona che un semplice brand. Ma non crediamo che agli americani basti quello, perchè sotto la gestione FCA il Cherokee (pianale Giulietta) è diventato il modello con più richiami nella storia del marchio. E gli americani cominciano a stancarsi di essere presi per i fondelli.
      C’è inoltre da considerare che negli US la benzina costa circa due dollari al gallone, una miseria in confronto all’Europa, quindi grossi mezzi come i SUV sono ulteriormente avvantaggiati perchè tanto dei consumi non gliene frega niente a nessuno. PER ORA. Perchè una tale situazione mica durerà in eterno… soltanto che al maglionne sembra che tutto vada bene così, tanto a lui cosa gliene frega, tra un paio d’anni se ne andrà e chi dovrà succederlo (per sua sfortuna) toccherà prima di tutto raccattare i pezzi per metterli insieme.
      Infine, e qui torno proprio su Alfa in particolare, basta dare un’occhiata al nuovo CEO di Alfa e Maserati: un canadese tanto appassionato di culturismo quanto ignorante della storia dei marchi premium italiani (e non sa una parola di italiano aggiungerei), uno che in America ha fatto carriera soltanto vendendo suv e furgoni.
      Sommando tutti questi fattori diventa lampante che in FCA si aspettino di far “rinascere” Alfa con lo Stelvio (o come cacchio si chiamerà) negli US, mentre la Giulia si è dimostrato soltanto uno specchieto per le allodole, o forse dovrei dire per gli allocchi che ci hanno creduto.

  • don vito

    Dai….koniz vai a commentare su BMW forum…..sei malato….

  • Marcello Palmieri

    Io direi che è ancora troppo presto per decretare il successo o meno della Giulia e questo, chiunque ha un minimo di buon senso, lo sa. In passato ci sono stati modelli che dopo un iniziale boom hanno conosciuto lunghi periodi di magra così come ci sono stati modelli che dopo una tiepida accoglienza sono diventati un grande successo. L’ auto indubbiamente piace ed è valida(con alcune eccellenze) ma il suo compito è molto difficile. Non si intacca in un batter d’occhio il dominio della triade tedesca solo facendo leva sul prestigio del marchio. E’ fisiologico in un primo momento alternare risultati di vendite lusinghieri a inspiegabili cali. Oltre al prodotto in se c’è tutta una rete di vendita e assistenza da ricostruire e questo non si fa in un giorno. Questa volta, come l’imminente uscita del SUV sembra dimostrare, c’è un progetto serio, concreto e duraturo, di rilancio del marchio. Il SUV confermerà o meno questa mia impressione perchè non dovrà essere una semplice GIULIA “rialzata” ma dovrà avere tutti i requisiti che oggi un modello del genere richiede per stare al passo con la produzione tedesca, inglese, giapponese e coreana. La base della Giulia e cioè il pianale GIORGIO è un ottima base di partenza comunque. E’ evidente che FCA ha puntato, per quanto riguarda gli utili, soprattutto ai mercati che fanno i grandi numeri e cioè quello americano e cinese in primis. Ha deciso di mantenere la produzione in Italia per una scelta doppiamente strategica. Riconquistare la considerazione e il consenso dell’ acquirente italiano che non può che vedere di buon occhio una produzione mantenuta in Italia e quindi che favorisce l’occupazione nel nostra paese. Allo stesso tempo un prodotto come Alfa Romeo, storicamente una delle eccellenze italiane nel mondo, prodotto in Italia, conserva(almeno sulla carta) quel fascino che perderebbe se invece fosse prodotto altrove. Pensate a un prodotto italiano tanto diverso come il parmigiano o il prosciutto. Avrebbe lo stesso “fascino” se fosse prodotto in Vietnam? E’ chiaro che poi il fascino deve essere accompagnato dai contenuti. Se il prodotto avrà successo io non escludo che FCA poi decida di accontentare quegli acquirenti che desiderano una versione SW la cui progettazione e industrializzazione peraltro ha costi relativamente contenuti. Tutti dipenderà dai dati di vendite come nel calcio si dice che gioco o non gioco alla fine contano solo i risultati. Devo ammettere però che FCA è imprevedibile al di là delle dichiarazioni di facciata. Pensate alla FIAT che fino a qualche mese fà sembrava un marchio ridimensionato che doveva ridursi ad un brand focalizzato solo sul prodotto 500 con tutte le sue varianti. OPS fuori 124 SPIDER, TIPO e a breve NUOVA PUNTO. Io direi di non sottovalutarli ma di attendere prima di sentenziare.