Tesla Robotaxi, Musk prometteva 1.000 unità: in Texas ne circolano solo 42

Tesla Robotaxi cresce lentamente, con solo 42 veicoli immatricolati in Texas, lontani dalle promesse iniziali di Elon Musk.
Tesla Model Y Robotaxi

Il progetto Robotaxi di Tesla procede a un ritmo decisamente più lento del previsto, perché a circa un anno dall’avvio del servizio ad Austin la casa americana avrebbe immatricolato soltanto 42 veicoli in Texas, una cifra distante dalle ambizioni dichiarate in passato da Elon Musk, che parlava di mille robotaxi sulle strade già nell’estate 2025. Tesla continua a presentare la guida autonoma come uno dei pilastri della propria strategia, ma il divario fra annunci e realtà operativa rimane evidente, anche alla luce dei progressi compiuti da rivali come Waymo, società di Google ormai consolidata in diverse città statunitensi.

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Tesla Robotaxi, in Texas appena 42 veicoli immatricolati a un anno dal lancio

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Stando ai dati trasmessi alla motorizzazione texana, Tesla dispone attualmente di 42 robotaxi immatricolati nello Stato, prima indicazione ufficiale sulle dimensioni reali di un servizio avviato nel giugno 2025 ad Austin all’interno di un’area inizialmente molto circoscritta. La maggior parte dei veicoli circolerebbe proprio nella città texana, dove Tesla ha anche la propria sede, mentre a Dallas e Houston la presenza risulterebbe più contenuta. Il dato stupisce perché Musk aveva promesso una crescita ben più rapida, con un obiettivo di mille unità nel giro di poche settimane o pochi mesi dall’avvio delle prime corse.

Le prime corse del servizio si sono svolte con un supervisore a bordo e in alcuni casi addirittura con auto di supporto al seguito, a conferma di un approccio inizialmente prudente. Tesla ha poi avviato le prime operazioni completamente prive di supervisore ad Austin il 22 gennaio 2026, partendo da un singolo veicolo, e oggi una trentina circa dei 42 robotaxi registrati circolerebbe senza alcuna persona a bordo. Musk continua comunque a mantenere aspettative elevate, perché secondo il CEO Tesla potrebbe arrivare entro la fine del 2026 a contare “centinaia di migliaia, o persino un milione di Tesla in guida autonoma”, includendo nel conteggio anche le auto private dotate del software Full Self-Driving.

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La lentezza del progetto arriva in un momento delicato per l’azienda. A fine maggio un’inchiesta di Reuters ha infatti raccolto le testimonianze di ex dipendenti dell’azienda, secondo cui il sistema FSD incontrerebbe ancora difficoltà in alcuni scenari di guida comuni, tra cui la gestione dei mezzi di soccorso e degli scuolabus, due ambiti ritenuti decisivi per valutare l’affidabilità di un sistema autonomo. Alcuni ex sviluppatori del software avrebbero inoltre dichiarato di non fidarsi del sistema, tanto da dichiarare di non volerne fare uso “nemmeno gratis”. La vera sfida per Tesla non riguarda quindi soltanto il numero di vetture in strada, ma la capacità di dimostrare che il Full Self-Driving può funzionare in maniera affidabile, sicura e scalabile anche al di fuori di aree controllate.

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