Prezzo molto accessibile per un’auto elettrica che pesa poco più di una tonnellata, consuma 97 Wh/km e gira su se stessa in 4,4 metri. Suzuki prova il colpo tra le piccole a batteria con la e-Sky europea.
I brevetti depositati dalla casa di Hamamatsu per la variante destinata al Vecchio Continente rivelano un’auto sensibilmente diversa dalla kei car venduta in Giappone. Passaruota allargati, ruote di diametro superiore, paraurti più pronunciati con lo spazio per le targhe orizzontali che usiamo da queste parti. La lunghezza cresce da 340 a circa 360 cm, merito, si fa per dire, delle norme europee sugli urti, che non perdonano nemmeno le citycar.
I tergicristalli sono incernierati sul lato sinistro, quello del guidatore europeo. Deattaglio piccolo, quasi invisibile, ma inequivocabile. Questa e-Sky è progettata per noi, non adattata. Anche gli specchietti cambiano: integrano gli indicatori di direzione, che nella versione giapponese vivono nei parafanghi, e ospitano probabilmente le telecamere per la visione a 360°.
La meccanica, per ora, dovrebbe restare quella del modello originale. Motore elettrico anteriore da 64 CV, batteria LFP da 26 kWh posizionata sotto il pianale per tenere basso il baricentro, con un peso contenuto, lo abbiamo anticipato, di 1.030 kg. La chimica LFP non è la più “energetica” sul mercato, ma si ricarica spesso al 100% senza degradarsi: una scelta ottima per chi usa l’auto tutti i giorni e non vuole pensarci troppo. Autonomia dichiarata di 310 km, ricarica in corrente alternata a 6 kW in circa 4,5 ore, in continua fino a 50 kW per raggiungere l’80% in 25 minuti.
L’abitacolo segue il motto aziendale “Easy to Switch!”, per passare dall’endotermico all’elettrico senza traumi. C’è ancora una leva sul tunnel centrale, per non disorientare chi arriva da una classica. Lo schermo touch da 10,1 pollici è il primo su una compatta Suzuki, con navigatore che calcola i percorsi in base all’autonomia residua. I sedili anteriori hanno il poggiatesta integrato, la plancia è morbida nelle linee, e la vaschetta portaoggetti superiore è in plastica riciclata con finitura che imita la ceramica.
La piattaforma è la “Heattect e”, l’aerodinamica è curata con attenzione maniacale, e il sistema “Easy drive pedal” gestisce accelerazione e frenata con un pedale solo. In Italia arriva a inizio 2027. A 20.000 euro (o poco meno, da confermare), con questa tecnologia, il segmento A vede arrivare una piccola, se vogliamo nostalgica, squadrata di cui, forse, scopriremo aver bisogno.






