Dopo il successo della Enyaq e il lancio della Elroq, l’offensiva elettrica di Skoda mette in mostra un formato, per così dire, rimpicciolito, con l’arrivo della Epiq. Ormai impegnata da tempo nei test in Spagna con i componenti definitivi, la Epiq porta con sé il linguaggio di design Modern Solid in un formato tascabile da 4,1 metri.
Pur avendo perso un briciolo della stravaganza del concept originale, il crossover di segmento B mantiene tratti distintivi come le luci a T e le feritoie sul paraurti anteriore, pensate per raffreddare i freni che, finalmente, non sono più a tamburo.

Sta tutto nella piattaforma MEB+ (nota anche come MEB Entry). A differenza della MEB standard, qui la trazione trasloca all’anteriore e le sospensioni posteriori passano a uno schema a barra di torsione. Una scelta che nell’uso cittadino ha un senso squisitamente pragmatico. Così facendo si ottiene meno peso, costi ridotti e un bagagliaio che, con i suoi 490 litri, farebbe sfigurare auto di categoria superiore.

Sotto il pianale, la nuova Skoda Epiq, ormai prossima al debutto pubblico, offrirà batterie con celle LFP per la versione standard e NMC per il lungo raggio, puntando a un’autonomia di 425 chilometri nel ciclo WLTP. Anche i tempi di ricarica sono pronti a sfidare la pazienza dei guidatori. Si parla di un passaggio dal 10 all’80% in circa 23-27 minuti, con potenze di picco fino a 130 kW.
All’interno, Skoda sembra voler ascoltare le preghiere degli utenti stanchi di litigare con gli schermi. Sono previsti numerosi comandi fisici, pur mantenendo un generoso touchscreen da 13 pollici. Una svolta ai cari vecchi bottoni che si è già vista in Volkswagen, almeno per le novità nella Casa tedesca.
Prodotta a Pamplona insieme alla “cugina” Volkswagen ID. Cross, la Epiq arriverà con un prezzo di partenza fissato intorno ai 25.000 euro. Un’auto che promette di essere epica per il portafoglio e, senza dubbio, per lo spazio a bordo.
