A volte serve solo guardarsi indietro per capire quanta strada sia stata fatta. Dacia per anni è stata considerata poco più di un marchio low cost, la scelta di chi cercava il minimo indispensabile senza troppe pretese. Oggi quel marchio è diventato uno dei protagonisti del mercato europeo. Un ribaltamento di prospettiva che ha cambiato tutto, dalla percezione al posizionamento fino alle ambizioni.
Dacia, i nuovi modelli in arrivo faranno fare un “grande passo avanti” al marchio

La Dacia Sandero resta il simbolo più evidente di questa trasformazione. Da anni si piazza stabilmente tra le auto più vendute in diversi mercato europei, battendo rivali che investono in marketing cifre incomparabilmente superiori. I risultati odierni sono il risultato di una strategia precisa avviata nel 2021 sotto la guida di Luca de Meo nel gruppo Renault.
L’obiettivo era rinnovare la gamma da cima a fondo, allargare l’offerta e dare al marchio un’immagine più solida senza tradirne l’anima accessibile. Da lì sono arrivate la nuova Duster, una Spring più completa e versatile, la Jogger e infine la Bigster, SUV arrivato di recente e che ha chiuso il cerchio. Denis Le Vot, incaricato di portare a termine questa fase, ha passato il testimone una volta completato il lavoro.
Ora tocca a Katrin Adt, chiamata a guidare un marchio in ottima salute ma con aspettative altissime. La linea ufficiale parla di continuità, ma dietro le quinte si prepara una fase ancora più ambiziosa. Il primo segnale potrebbe arrivare a breve con un modello del tutto inedito per Dacia, una berlina familiare dal profilo rialzato già avvistata nei test su strada. Il nome più probabile è Spacer, un’auto che segnerebbe una vera svolta per il marchio.

I piani però non si fermano qui. È in programma anche un SUV coupé destinato a raccogliere l’eredità lasciata dalla Renault Arkana, costruita sulla piattaforma della Bigster. Entro il 2028 dovrebbe arrivare un modello compatto e accessibile pensato per sfidare Citroën C4 e Skoda Scala, a conferma della volontà di espandersi verso segmenti più generalisti.
Sul fronte elettrico, una city car a zero emissioni sviluppata in parallelo con la futura Renault Twingo completerà l’offerta nel breve periodo. Resta aperta anche l’ipotesi di un quadriciclo leggero per contrastare la Citroën Ami, sfruttando tecnologie già disponibili all’interno del gruppo. Dacia si prepara insomma a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Da marchio essenziale a costruttore sempre più completo, con l’obiettivo di crescere senza perdere ciò che l’ha portata fin qui.
