Seat, il marchio in bilico nel Gruppo Volkswagen: tre modelli, nessun elettrico

Seat sopravvive con tre modelli datati, nessun elettrico in programma e un CEO che promette investimenti senza mostrare le carte.
seat modelli

Seat esiste ancora. Almeno, è quello che continua a ripetere il suo amministratore delegato, Markus Haupt, che sembra debba convincere persino sé stesso. Il Gruppo Volkswagen non ha abbandonato il marchio spagnolo, ma non ha nemmeno elaborato una strategia degna di questo nome. E nel mezzo, c’è un brand che sopravvive con tre modelli in catalogo e nessun elettrico all’orizzonte.

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Tre modelli, dunque, Leon, Ibiza e Arona. La Leon è in listino dal 2020, Ibiza e Arona dal 2017. Quest’ultima ha ricevuto un restyling l’anno scorso, ma di quelli che si fanno quando non si sa bene cosa fare. Insomma, qualche ritocco, niente di più. Per un marchio mainstream con decenni di storia sulle spalle, è un’offerta che fa quasi tenerezza.

seat arona e ibiza
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Il problema è noto, e si chiama Cupra. Da quando il brand sportivo ha preso vita propria riscuotendo un successo inaspettato, Seat è scivolata in secondo piano all’interno del gruppo. La figlia vivace ha oscurato la madre.

All’inizio di quest’anno il futuro del marchio sembrava davvero in bilico, e le parole di Haupt ad Autocar non hanno del tutto dissolto i dubbi. “Continuiamo a investire nel marchio Seat”, ha dichiarato. Ha anche aggiunto che il gruppo non saprebbe immaginare sé stesso senza Seat. Rassicurante, anche se sono pur sempre parole.

Sul fronte ibrido arrivano notizie concrete. Nel 2026 Ibiza e Arona riceveranno versioni mild hybrid a 48V. Un sistema che abbatte i consumi, ma che non si avvicina nemmeno lontanamente alla tecnologia full hybrid di una Renault Clio o di una Toyota Yaris. Sufficiente a prolungare la vita commerciale di modelli che si avvicinano ai dieci anni? L’Ibiza resta comunque l’auto più venduta in Spagna nel febbraio scorso. Un primato in patria, mentre fuori dai confini iberici il quadro è decisamente meno roseo.

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Parlando di elettrico, invece, Seat è fuori dai giochi. Volkswagen si prepara con la ID.Polo, Seat guarda e aspetta. Haupt stesso ammette che tra il 2029 e il 2030, se le normative sulle emissioni si faranno più stringenti, bisognerà riconsiderare tutto. Aggiunge che i costi delle piattaforme elettriche restano un ostacolo difficile da superare per garantire la redditività del marchio.

Markus Haupt, seat

Il CEO dichiara che Seat è indispensabile e, nello stesso respiro, confessa di non sapere come portarla nel futuro. Con la scadenza del 2035 che si avvicina, il tempo per decidere si sta esaurendo.