Renault vende meno: il semestre che mette a nudo il “problema” Dacia

Renault chiude il primo semestre 2026 con 1,17 milioni di unità e un calo dello 0,4%. Dacia paga il conto cinese: -8,7% in Europa.
renault 5

Uno 0,4% di calo non è un crollo, certo, ma racconta qualcosa. Nel primo semestre del 2026, Renault ha venduto 1,17 milioni di auto e furgoni, in flessione rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che, letti a freddo, non spaventano, ma letti nel contesto europeo attuale, invece, aprono qualche domanda scomoda.

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renault 5 2025

Il gruppo transalpino gioca su tre marchi che, almeno in teoria, si completano. Renault brand cresce del 2,6% in Europa, trascinata dall’R5, che si sta rivelando uno dei pochi lanci riusciti in un mercato che fatica a trovare la sua direzione. Poi c’è Dacia, che scende dell’8,7% e pesa sull’intera fotografia semestrale.

Il problema di Dacia è strutturale, non congiunturale. Il suo unico modello elettrico è la Spring, costruita in Cina e importata. In un segmento che si sta polarizzando esattamente su prezzo e autonomia, presentarsi con una sola carta è una scommessa.

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dacia spring 2026

I marchi cinesi, che in Europa hanno accelerato la penetrazione anche sull’onda dell’impennata dei costi del carburante seguita alla crisi iraniana, stanno riempiendo quello spazio con velocità e prezzi che i costruttori europei faticano a inseguire.

Renault risponde con la retorica del valore. In Francia, il suo mercato principale, ha tagliato deliberatamente le vendite a basso margine, le flotte, i noleggiatori a breve termine, per concentrarsi sui clienti retail. È una scelta difensiva mascherata da scelta strategica: funziona finché i concessionari reggono la pressione, finché il cliente finale non trova tre alternative cinesi a un prezzo inferiore e con la stessa dotazione.

La Sandero rimane l’auto più venduta in Europa. È un primato che Dacia porta con orgoglio, e che vale qualcosa, ma vendere il modello più popolare del continente mentre il marchio perde quasi il 9% su base annua è una contraddizione che nessun comunicato risolve.

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I dati completi del semestre arriveranno il 30 luglio. Sarà interessante vedere i margini reali, non solo i volumi. Il racconto ufficiale, “migliore qualità delle vendite, forte attenzione al valore”, suona bene nelle presentazioni, poi però arriva BYD con un listino che non lascia spazio alle narrazioni.