Il Gruppo Renault ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 3%, raggiungendo 57,9 miliardi. Bene, ma non è questo il dato interessante. Ciò che conta davvero è che la Casa francese ha finalmente ammesso l’ovvio: per competere nel settore automotive contemporaneo serve velocità. E siccome l’Europa ha dimenticato cosa significhi muoversi in fretta, Renault ha fatto la cosa più sensata possibile. Ha chiesto aiuto ai cinesi.
Disegnata a Parigi, la nuova Twingo elettrica è stata sviluppata nel centro ACDC di Shanghai da un team prevalentemente locale. Dal concept al prototipo in nove mesi, dal prototipo alla pre-industrializzazione in cinque. Per giungere sul mercato, alla fine, due anni.

Per fare un confronto, la Clio 5 ne richiedeva quattro, la Renault 5 tre. I tagli? Del 16% nella realizzazione del progetto, del 41% nel concept, del 26% nella pre-industrializzazione. Numeri che suonano come una condanna per chi ancora crede che i tradizionali 48-60 mesi siano sostenibili.
La strategia cinese ha funzionato perché Renault ha accettato di rivoluzionare il processo: tutte le soluzioni di styling realizzate internamente, niente studi esterni, sviluppo dei componenti senza contrattualizzare fornitori. Catena decisionale corta, decisioni rapide. Semplice, no?
Ma non è tutto elettrico. Horse Powertrain, nata dall’accordo tra Renault, Geely e Aramco, ha partorito il motore ibrido H12 Concept: efficienza termica al 44,2%, consumi inferiori del 40% rispetto alla media europea del 2023. Parte dal tre cilindri HR12 già montato su Dacia Duster e Bigster, ma spinge l’asticella verso l’alto con capacità di funzionare con benzina rinnovabile pura al 100%.

Poi c’è il progetto C15, il motore “a valigetta” che trasforma veicoli completamente elettrici in ibridi plug-in ad autonomia estesa. Un quattro cilindri da 1.500 cc compatto quanto una valigia, con generatore, inverter e raffreddamento integrati. Potenza da 95 cavalli in versione aspirata per segmenti B e C, fino a 163 con turbo per i più grandi. Funziona con benzina, etanolo, metanolo e carburanti sintetici. Strategia multi-energia, come si dice oggi.
