A 70 anni dalla prima vittoria Porsche alla Targa Florio, conseguita da Umberto Maglioli nel 1956, Collesano si appresta a celebrare il pilota italiano che firmò quella storica impresa.
L’evento, ideato dal Museo della Targa Florio, nato in memoria della mitica corsa siciliana, vedrà la partecipazione di numerose auto sportive della casa di Stoccarda, portate sulle Madonie dai soci del Porsche Club Trinacria.
L’arrivo degli equipaggi, con le loro supercar, è previsto per le 10:30 di domenica 27 settembre. Subito dopo prenderà forma la loro visita alla struttura espositiva, nel cuore del centro storico di Collesano.
Alle 11.30, presso l’aula consiliare dell’edificio municipale, si svolgerà un incontro “Dedicato a…Umberto Maglioli”, per celebrare il ricordo del driver piemontese che regalò alla Porsche il primo successo alla Targa Florio, quando le lancette del tempo segnavano il 1956. Quel momento ha fatto nascere un legame speciale fra la casa automobilistica tedesca e la gara siciliana.
Interverranno al dibattito Tiziana Cascio (sindaco di Collesano), Dario Pellerito (presidente del Porsche Club Trinacria), Michele Gargano (conservatore del Museo della Targa Florio) e Salvatore Requirez (storico di riconosciuta autorevolezza).
Protagonista della vittoria alla Targa Florio del 1956 fu la Porsche 550 A RS 1500 Spyder, che segnò il tempo cumulativo migliore, sorprendendo gli avversari. Ottimo il feeling dell’auto tedesca coi 72 chilometri del Piccolo Circuito delle Madonie.
Umberto Maglioli coprì i 10 giri del durissimo circuito in 7 ore, 54 minuti e 52 secondi. In Sicilia, la leggera creatura di Stoccarda riuscì a battere vetture più potenti e di cilindrata superiore grazie a una straordinaria affidabilità, alla leggerezza, al perfetto bilanciamento e a una migliore efficienza nei rifornimenti.
Notevole il vantaggio accumulato sugli inseguitori della Targa Florio di quell’anno, nonostante un livello di prestazioni assolute inferiore rispetto alle auto più potenti della line-up.
La Porsche 550 Spyder è entrata nella storia con il soprannome di “Giant Killer“, ossia assassina dei giganti. Sulla versione A, come quella che vinse la Targa Florio del 1956, il telaio in elementi scatolati fu rimpiazzato da un meno pesante traliccio, con benefici sulle dinamiche nei tratti più guidati, come le infinite curve delle strade madonite.
Qui i 135 cavalli erogati dal motore a 4 cilindri da 1.498 centimetri cubi furono sufficienti a dare la paga alle cavallerie ben più corpose messe sul piatto delle auto rivali, desiderose anch’esse, coi loro equipaggi, di imporsi alla Targa Florio del 1956.





