È arrivata, ha 800 CV, pesa 2.473 chili, praticamente quanto un appartamento (per farla divertente), ma Lamborghini ha deciso di chiamarla Urus SE Performante. Il punto di partenza è già una provocazione in sé, nulla di cui la casa di Sant’Agata Bolognese non sia pienamente consapevole.

Il propulsore ibrido plug-in abbina il motore V8 biturbo da 4,0 litri a un motore elettrico per una potenza combinata di 800 CV e 737 lb-ft di coppia, 11 CV in più rispetto alla SE grazie a un nuovo impianto di scarico Akrapovič e a una rielaborazione del software di gestione motore. I tubi, ora in alluminio, permettono un risparmio di 10 kg e, assicura Lamborghini, un suono più potente. Il che, su un V8 biturbo da 4,0 litri, è una promessa che vale la pena prendere sul serio.

Il tema del peso è centrale in tutta la Performante. Cofano, tetto, parafanghi, minigonne e diffusore posteriore sono in fibra di carbonio. Il nuovo sistema monoblocco per freni e controllo della stabilità fa risparmiare 4 kg, l’isolamento acustico alleggerito altri 3, e i rivestimenti in pelle vengono sostituiti dal tessuto Dinamica Corsa Tex per ulteriori 2,7 kg.
Il risultato finale è un’auto che pesa 32 kg in meno della Urus SE standard. Su un SUV da oltre due tonnellate e mezza, si potrebbe ironizzare sulla relatività del concetto di leggerezza.

A bordo arriva il computer di bordo 6D, già visto sulla Temerario, capace di misurare l’accelerazione sui tre assi più beccheggio, rollio e imbardata per un controllo dinamico più preciso. L’abitacolo è prevalentemente nero, c’è un touchscreen da 12,3 pollici per l’infotainment e una fila di pulsanti fisici che il direttore del design Mitja Borkert considera irrinunciabili.
L’aerodinamica è il capitolo più sorprendente. Splitter, minigonne e spoiler generano il 23% di deportanza in più rispetto alla SE, merito anche di un condotto a S integrato nel paraurti e nel cofano che spinge il muso verso il basso. Al tempo stesso, la resistenza aerodinamica cala del 5%, grazie a un sottoscocca riprogettato con il diffusore posteriore più grande mai montato su una Urus.
Borkert ha riassunto la filosofia del progetto con una frase: non forma che segue la funzione, ma forma che segue l’adrenalina. Un SUV che parcheggiato sembra un’astronave, secondo le sue parole. Sarà difficile contraddirlo.
