Lamborghini Revuelto SV, va forte e non ha ancora un nome ufficiale

Lamborghini Revuelto SV nel mirino: prototipo avvistato in Italia con aerodinamica aggressiva e fino a 1.300 cavalli dal powertrain ibrido plug-in.
Lamborghini Revuelto

Qualcuno l’ha vista. E chi l’ha vista sa già che la Revuelto standard, con i suoi 1.001 cavalli, stava soltanto scaldando i motori. Un prototipo camuffato, avvistato sulle strade italiane con scritte eloquenti sulle portiere, “Attenzione” e “Macchina Veloce” (sì, proprio così), ha confermato quello che in molti sospettavano: Lamborghini sta preparando la versione Super Veloce della sua ammiraglia ibrida plug-in, e il lancio è atteso per il 2027.

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La nomenclatura non è casuale né decorativa. “Macchina Veloce” non è il nome in codice di una Revuelto S, è il segnale inequivocabile che Sant’Agata sta lavorando al successore diretto dell’Aventador SV.

Lamborghini Revuelto
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Il prototipo mostrava un alettone posteriore fisso, pneumatici dall’impronta aggressiva, cerchi a doppia razza, freni carboceramici e un diffusore rivisto. L’anteriore guadagna elementi aerodinamici aggiuntivi, e il fondo è stato quasi certamente riprogettato per aumentare la deportanza.

Le fonti interne citate dai fotografi spia parlano di una potenza compresa tra 1.200 e 1.300 cavalli per il powertrain ibrido plug-in. Da 1.184 a 1.282 CV effettivi, abbastanza per guardare negli occhi la Ferrari F80 senza abbassare lo sguardo, e per non sfigurare nemmeno davanti alla Corvette ZR1X ibrida, ferma a 1.250 CV. In questo segmento, il confronto con la concorrenza è sopravvivenza commerciale.

Rispetto alla Revuelto standard, la SV porterà con sé sospensioni più rigide, un sistema di sterzo integrale rivisto e un nuovo software per trazione e stabilità. Il peso scenderà, ma non di molto, la configurazione plug-in ha i suoi compromessi strutturali, e la batteria ad alto voltaggio integrata nel tunnel centrale non è un elemento eliminabile.

Lamborghini Revuelto
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L’architettura meccanica resta quella della Revuelto, V12 aspirato abbinato a tre motori elettrici, due sull’asse anteriore firmati YASA, uno posteriore a flusso radiale prodotto da Mahle. Quest’ultimo gestisce anche la retromarcia, funzione che il motore termico, per scelta progettuale, non è chiamato a svolgere. Un sistema pensato nei minimi dettagli, che nella versione SV dovrà essere spinto oltre ogni limite già esplorato.