La ID. Polo GTI è appena arrivata nei concessionari e a Wolfsburg stanno già affilando la versione Clubsport, attesa per l’inizio del 2027. La hot hatch elettrica compatta non è un esperimento, è ormai una direzione strategica.
Il salto prestazionale è concreto. La GTI standard manda 226 CV e 290 Nm alle ruote anteriori attraverso un differenziale autobloccante elettronico, con uno 0-100 da 6,8 secondi. La Clubsport punta a 290 CV, ottenuti da una versione rivista del motore di serie, con un tempo sullo scatto destinato a scendere in modo netto.
I numeri distanziano anche la ID. Polo top di gamma nella variante ordinaria, ferma a 211 CV e 7,1 secondi, e che mettono pressione diretta ad Alpine A290, MINI Cooper JCW Electric e Peugeot E-208 GTi.
Sotto la carrozzeria rimane la batteria da 52 kWh. Qualcosa in termini di autonomia si perderà, inevitabile, con più potenza da gestire, rispetto ai 424 km WLTP della GTI normale.
Sul telaio, la direzione è prevedibile. Le sospensioni DCC a controllo elettronico riceveranno una taratura più rigida, e il differenziale elettronico, condiviso con la Cupra Raval VZ, lavorerà su una ciclistica affinata per guadagnare grip e reattività nei cambi di direzione.
Chi teme la radicalizzazione da pista può stare tranquillo: Volkswagen non intende eliminare i sedili posteriori come accadde sulla Golf GTI Clubsport di settima generazione. L’auto deve funzionare anche nel traffico di tutti i giorni. Una scelta di buonsenso, o forse una necessità commerciale.
Il prezzo salirà rispetto alla GTI standard, il cui listino d’attacco dovrebbe attestarsi intorno ai 40.000 euro. Quanto sopra arriverà la Clubsport non è ancora noto, ma il posizionamento nel segmento delle hot hatch premium compatte è già definito. In quel mercato, qualche migliaio di euro in più si giustifica solo con un’esperienza di guida degna del badge.
Il 2027 è ancora lontano. L’idea che Wolfsburg stia costruendo un’intera famiglia sportiva elettrica attorno alla piattaforma della Polo è, già oggi, la notizia più interessante.






