Le Honda non si vendono a sette cifre, è quasi una legge non scritta del mercato delle auto d’epoca: belle, affidabili, apprezzate, ma raramente capaci di toccare le vette riservate a Ferrari, Porsche o McLaren. Questa NSX, però, ha un argomento che poche auto al mondo possono vantare.
Apparteneva ad Ayrton Senna. La guidava lui, su strade pubbliche, in Portogallo. Telaio T000233, carrozzeria rosso Formula. Honda la donò al pilota brasiliano, insieme ad altre due, come gesto di riconoscenza per le stagioni corse con i colori McLaren Honda. Un accordo con regole precise: quando Senna non era in Europa, la vettura restava parcheggiata a Lisbona, in attesa del suo ritorno.
I chilometri percorsi dal campione restano ignoti. Quel che si sa è che la NSX è comparsa nel documentario del 1992 Ayrton Senna: Racing Is in My Blood ed è l’auto protagonista di una delle fotografie più “umane” del pilota: Senna in jeans e camicia, indaffarato a lavare i passaruota anteriori. Il tre volte campione del mondo, con la spugna in mano.
Dopo il tragico incidente di Imola nel 1994, la vettura ha cambiato proprietario quattro volte. Nel 2019 è tornata sul circuito che non dimentica: portata a Imola per il venticinquesimo anniversario della morte di Senna, fu guidata da Giancarlo Minardi, fondatore dell’omonimo team. Un cerchio che si chiude, potremmo dire.
L’ultimo passaggio di mano risale al 2024 e adesso quell’acquirente ha deciso di cedere la NSX tramite RM Sotheby’s, che la metterà all’asta il 31 ottobre durante la London Peninsula Auction. Il lotto include libretto di garanzia, documentazione completa sulla storia proprietaria portoghese e una copia del fax Honda che certifica la provenienza diretta dal pilota.
La stima si aggira tra 500.000 e 800.000 sterline, ossia tra 585mila e 935mila euro (probabilmente di più sotto il martello). Abbastanza per entrare nella storia come una delle Honda più costose mai battute all’asta. In quella notte del 31 ottobre, qualcuno pagherà cifre da supercar per una berlina sportiva degli anni Novanta. In un certo senso, avrebbe anche ragione.






