Il W10 che Wolfsburg non ha mai ammesso di aver costruito: una rarissima BMW M5

Una BMW M5 E39 con motore W10 Volkswagen da 473 CV, voluta da Piëch e ora all’asta il 9 ottobre. Ecco la storia del prototipo segreto.
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Siamo nel 1999 e né Audi né Volkswagen hanno in listino qualcosa da opporre alla BMW M5, e Ferdinand Piëch (allora membro influente del CdA a Wolfsburg), che non era tipo da aspettare i tempi dell’ufficio prodotto, decide di risolvere la questione a modo suo. Prende una E39, ne toglie l’aspirato V8 S62 da 4,9 litri e al suo posto infila un W10 sperimentale da 5,0 litri. Nessuna carrozzeria dedicata, nessun mulo di prova: la BMW resta la stessa, con il cambio manuale a sei marce che continua a lavorare come se niente fosse.

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Il W10 nasce dall’unione di due VR5 e le bielle lavorano su un albero motore comune. Tutto in alluminio, aspirato, con 473 cavalli e 592 Nm di coppia, ben 79 cavalli in più del motore originale. Non era il tipo di aggiornamento che si trova nel catalogo accessori di Monaco.

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Passando al capitolo elettronica, controllo di trazione, controllo di stabilità e ABS sono stati disattivati, e il motore risponde a una centralina autonoma. Il risultato è una M5 più pronta e più cruda di qualunque E39 di serie. Dentro c’è un salotto di lusso, ma il pedale destro non ha nessun paracadute.

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Il progetto, ufficialmente, non è mai esistito. Sarebbe costato al Gruppo Volkswagen quasi 2 milioni di euro, con lo sviluppo tenuto fuori dal reparto R&D per volontà esplicita di Piëch. Sabine Willeke, che guidava il team, ha spiegato che di W10 ne sono stati costruiti solo tre: uno è rimasto in Germania, uno viene venduto insieme all’auto come pezzo espositivo, il terzo è quello montato sotto il cofano.

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Nessun altro W10 ha mai girato su una vettura stradale, e Wolfsburg non è mai tornata sull’idea. Il gioco, dopotutto, è servito a preparare il terreno al W16 quadriturbo da 8,0 litri della Bugatti Veyron.

L’auto all’asta è una M5 E39 nera metallizzata con interni in pelle nera, identica a mille altre. Salvo il cruscotto Stack aftermarket privo di contachilometri, che rende impossibile stabilire la percorrenza, e i quadranti extra sul tunnel centrale. Ducting dell’aspirazione, accensione e vaschetta del liquido di raffreddamento sono ordinati come in un’auto di serie. Piëch in persona la usava, con targa provvisoria, come mezzo personale.

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L’attuale proprietario l’ha acquistata circa dieci anni fa grazie a contatti nel mondo dell’ingegneria e l’ha immatricolata in Slovacchia. La guida pure, nonostante manchi il certificato di conformità. Broad Arrow Auctions la mette all’incanto il 9 ottobre con una stima tra 250.000 e 350.000 euro.