Dacia Striker, meno di 25.000 euro per battere i SUV: l’ultima impresa romena

Dacia Striker, 4,62 metri di station wagon “post-SUV”: trazione integrale e un prezzo base sotto i 25.000 euro per sfidare il dominio dei SUV.
Dacia Striker

Il SUV ha vinto, ma forse non per sempre. Dacia scommette che si può già opporre qualcosa di concreto e lo fa con un nome che risulta già una dichiarazione d’intenti: Striker. Non la solita station wagon nostalgica, ma quella che il brand manager di Dacia Germania, Andreas Kinnen, ha definito “un’auto dell’era post-SUV”.

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Dacia Striker

La wagon, nonostante anni di abbandono da parte di diversi costruttori, non ha mai smesso di avere i suoi estimatori. Bagagliaio pratico, baricentro basso, maneggevolezza che un SUV può solo sognarsi e consumi alleggeriti dall’aerodinamica: sono argomenti che continuano a convincere una fetta di pubblico tutt’altro che marginale.

Dacia ha deciso di intercettarla, ma senza rinunciare del tutto al linguaggio del SUV. La Striker porta in dote sospensioni leggermente rialzate e trazione integrale, in un ibrido di segmento che più che una wagon pura sembra una hatchback molto cresciuta.

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Le misure danno già l’idea, con 4,62 metri, appena 5 centimetri in più della Bigster, con cui condivide spaziosità degli interni e un prezzo destinato a restare alla portata di tutti. Ma è sul pubblico di riferimento che le due si separano. La Bigster resta l’auto del cliente privato, regina di un segmento che va fortissimo nel mercato europeo. La Striker punta invece dritta alle flotte aziendali, un mercato tutto da conquistare.

C’è poi un target più sottile, quello degli automobilisti che guidano ancora una wagon di 5-10 anni fa e non trovano, tra le novità sul mercato, nulla che li convinca a cambiare. Per loro, e per chi un SUV semplicemente non lo vuole, la Striker si propone come l’alternativa mancante.

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Specifiche ufficiali ancora top secret da parte di Dacia, si attende la presentazione in tutto e per tutto nel 2027, ma la promessa è già sul tavolo: la versione base non supererà i 25.000 euro. Inevitabile chiedersi se basterà a far tornare di moda un segmento dato per spacciato.