La BYD ha deciso di passare (ulteriormente) all’attacco nel cuore d’Europa, in Germania, con una strategia brutale ma efficace che ha impressionato molti: svende le sue auto con sconti da capogiro pur di rosicchiare quote di mercato. La Atto 2 Boost viene proposta a 22.990 euro invece di 38.990, con uno sconto complessivo di 16.000 euro. Di questi, 11.500 euro rappresentano un taglio del 29% applicato direttamente dal colosso di Shenzen, mentre i restanti 4.500 euro arrivano dagli incentivi statali tedeschi. In tutto, un ribasso del 41% che fa sembrare le elettriche europee dei beni di lusso.
Quella che sembrava una mossa promozionale isolata è in realtà parte di un piano industriale ben preciso. Stella Lì, Vice Presidente Esecutivo di BYD, ha recentemente ammesso che il futuro del settore automotive cinese sarà un bagno di sangue.

La guerra dei prezzi sta già mietendo vittime e, secondo le sue previsioni, oltre 100 costruttori potrebbero essere spazzati via dal mercato. Il problema di fondo è che la capacità produttiva dei marchi Made in China supera di gran lunga la domanda effettiva, creando un eccesso di offerta che si traduce in ribassi sempre più aggressivi.
L’obiettivo dichiarato di BYD non è massimizzare i profitti immediati, ma conquistare fette di mercato a qualsiasi costo. E i numeri dimostrano che la strategia sta funzionando alla grande. In Germania le vendite sono esplose con una crescita del 1.000% su base annua a gennaio 2026, raggiungendo una quota di mercato dell’1,4% e superando la connazionale SAIC, casa madre di MG. Nel 2025 sono state consegnate 23.304 unità in territorio tedesco, in rialzo del 706% rispetto all’anno precedente. A livello europeo si toccano quota 187.297 unità, con un incremento del 275%.

Il punto di forza della gamma BYD risiede nelle ibride plug-in, che beneficiano del dazio UE standard del 10%, mentre le elettriche pure scontano tariffe extra imposte da Bruxelles. Per aggirare questo ostacolo, BYD ha investito in una fabbrica in Ungheria destinata alla produzione di vetture 100% elettriche come la Dolphin Surf, così da evitare i dazi e produrre direttamente sul suolo europeo.
La strategia tedesca di BYD si basa anche su un massiccio ricorso al settore del noleggio. Nel 2025 solo il 12,4% delle immatricolazioni è stato effettuato da privati, mentre la stragrande maggioranza è finita nelle flotte. Un metodo efficace per aumentare la visibilità del marchio.
