Bonus Benzina: cos’è, a chi va e a quanto ammonta: tutto quello che occorre sapere al proposito

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Distributori di benzina

La questione del caro benzina continua a essere centrale, nel nostro Paese. L’esplosione dei prezzi dei carburanti, infatti, si va a mixare con una questione salariale sempre più evidente, rischiando ricadute fortissime sui bilanci familiari.

A rendere ancora più dirimente la questione c’è anche una promessa elettorale di Giorgia Meloni. Nel corso della campagna che ha preceduto la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio, infatti, il leader di Fratelli d’Italia aveva affermato l’intenzione di togliere le accise che gravano sui prezzi. Una volta nominata alla carica, però, ha fatto esattamente il contrario, eliminando il taglio delle stesse.

Per le opposizioni è stato sin troppo facile cogliere la palla al balzo. Nel farlo hanno del resto potuto contare sull’attenzione di un’opinione pubblica molto sensibile al tema. I prezzi, infatti, sono ormai da tempo sopra i due euro al litro, in particolare presso i distributori autostradali.

Di fronte a questa situazione, e in vista della Legge di Bilancio 2024, si è quindi tornato a parlare di un bonus in grado di alleviare le difficoltà delle famiglie con ISEE sino a 25mila euro. Andiamo quindi a vedere cosa sta accadendo, al proposito.

Distributori di benzina

Bonus Benzina 2023: di cosa si tratta?

Se il governo guidato da Mario Draghi aveva rilasciato un contributo esentasse in busta paga anticipato dai datori di lavoro, poi rinnovato con parziali modifiche da quello Meloni, la nuova proposta consisterebbe in un contributo statale da erogare direttamente mediante una carta elettronica.

In pratica si tratta di uno strumento simile alla carta spesa Dedicata a Te, bonus riservato ai nuclei familiari che guadagnano troppo poco. Ad anticipare l’intenzione del governo è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo il Consiglio dei Ministri che si è tenuto in Puglia il passato 28 agosto.

Da sottolineare che in quella occasione Urso aveva affermato che l’esecutivo sarebbe intenzionato a ricorrere al bonus nel caso in cui i prezzi avessero sfondato la quota psicologica dei due euro e si fossero mantenuti su tali livelli. Come sta effettivamente accadendo in questi giorni, rilanciando le polemiche sulla promessa relativa al taglio delle accise.

Caro benzina: cosa sta accadendo?

La nuova fiammata dei prezzi è stata da più parti interpretata come la diretta conseguenza del taglio alla produzione del greggio deciso dai Paesi che fanno parte dell’OPEC. Per effetto di questa decisione sono scattati i rincari alla pompa che hanno nuovamente avvicinato il prezzo ai due euro al litro.

Dal monitoraggio dei dati ricavati su circa 18mila impianti e comunicati dai gestori dei distributori all’Osservatorio dei prezzi che fa capo al dicastero retto da Urso, la situazione che si prefigurava al 5 settembre era la seguente:

  • il costo della benzina self service si attestava in media su 1,959 euro al litro (1,965 quello delle compagnie e 1,947 presso le pompe no logo); 
  • quello del gasolio al self service viaggia a 1,864 euro al litro (compagnie 1,869, pompe bianche 1,852)
  • il prezzo della super presso le pompe disseminate lungo le autostrade tocca e supera abbondantemente i 2 euro, con un massimo di 2,7 euro nell’hinterland varesino.

A fronte di una situazione così problematica, il proposito di un Bonus Benzina è quindi tornato ad aleggiare su un’opinione pubblica sempre più angosciata. Tanto da diventare un’ipotesi concreta in vista della discussione parlamentare relativa alla Legge di Bilancio 2024.

Bonus Benzina, quando scatterebbe e chi ne avrebbe diritto

Alla luce di quanto sta accadendo, quella che un tempo era indicata come Finanziaria dovrebbe contenere un Bonus Benzina che, come affermato da Urso, verrebbe erogato sotto forma di social card. A meno che, alla luce della gravità della situazione, il governo non decida di dare vita ad un decreto legge in grado di accelerare la concessione dell’aiuto statale. Per farlo, sarebbe istituita una carta la quale potrebbe essere utilizzata dai legittimi destinatari per acquistare benzina, gasolio, GPL, metano e ricariche elettriche.

Per quanto riguarda i destinatari, dovrebbero essere i nuclei familiari il cui ISEE non supera i 25mila euro. Occorre però capire se accadrà quanto si è già verificato per la carta spesa, concessa solo ai nuclei con almeno tre persone o se stavolta andrà diversamente.

Per quanto riguarda l’entità del bonus, dovrebbe essere di 150 euro, un importo il quale potrebbe essere ripetuto in due tranche trimestrali, con il pratico raddoppio del sostegno statale. Le carte, a loro volta, dovrebbero essere gestite da INPS, Comuni e Poste Italiane, i soggetti chiamati a distribuirle presso i beneficiari.

Bonus Benzina, il problema delle risorse

Tutto bene? Non proprio, in quanto già in vista della Legge di Bilancio è iniziata la discussione sulle risorse da mettere a base dei vari provvedimenti. Il bilancio statale, infatti, è di nuovo in grande difficoltà. Problemi di lunga data aggravati peraltro dalle questioni di geopolitica derivanti dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina.

La cifra necessaria per poter sostenere il Bonus Benzina, in particolare, dovrebbe attestarsi intorno ai due miliardi di euro. Una cifra che pur non elevatissima, rischia di rivelarsi difficile da reperire in un momento in cui l’esecutivo è chiamato a reperire le risorse per finanziare una Legge di Bilancio in grado di rispettare almeno qualcuna delle promesse elargite in campagna elettorale.

Basti ricordare in tal senso la pressione esercitata dalla Lega sul tema delle pensioni, per capire come la navigazione del governo non si preannunci tranquilla. Se è escluso il taglio delle accise, che costituiscono una voce molto importante del bilancio statale, gravando per circa 23 miliardi di euro (dati 2021), il Bonus Benzina assume quindi una valenza molto importante per non esporre il centrodestra alle rimostranze delle opposizioni.

Nel concreto, si era affacciata nei giorni passati l’ipotesi di reperire i due miliardi in questione dall’extra gettito fiscale derivante dal buon momento dell’economia. Buon momento il quale, però, sembra essere stato letteralmente spazzato via dai dati che sono affluiti nel corso delle ultime settimane, attestati anche da Eurostat.

Si attendono quindi indicazioni in merito da parte della maggioranza. L’unica cosa sicura, al momento, è che il Buono Benzina, o un provvedimento analogo, arriverà. La speranza, naturalmente, è che non sia nuovamente concesso con criteri troppo restrittivi. Soprattutto alla luce delle tante polemiche che hanno caratterizzato il precedente bonus spesa. In una situazione così problematica sarebbe meglio evitarle.

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