BMW M5 restyling: fuori quasi uguale, dentro c’è la rivoluzione

La BMW M5 G90 restyling è in test al Nürburgring: design esterno conservativo per volontà dei clienti, ma interni rivoluzionari. Ecco cosa sappiamo.
BMW M5 G90

Nürburgring non è decisamente un posto per passeggiare e andare in vacanza. Due prototipi della BMW M5 restyling, la berlina G90 e la Touring G90, sono stati avvistati in fase di test con una camuffatura pesante ma abbastanza eloquente con paraurti, gruppi ottici e finiture aggiornati rispetto al modello attuale. Abbastanza per capire che Monaco si sta preparando a qualcosa di rinnovato senza spingersi troppo in là.

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Da quanto trapela, BMW stava lavorando in parallelo su due direzioni di design distinte. La prima avvicinava la M5 all’estetica Neue Klasse, linee di giunzione semplificate, firma luminosa più slanciata, frontale più pulito, sulla scia di quanto già visto sulla iX3. La seconda, più conservativa, preservava l’identità della G90 attuale, affinandola senza stravolgerla.

BMW M5 G90

Entrambe le proposte sono finite sotto i riflettori. La versione ispirata alla Neue Klasse non ha convinto né i clienti né gli appassionati monitorati dal team social di BMW. Così, la dirigenza ha optato per la soluzione evolutiva, che è anche quella attualmente in test al Ring e quella che arriverà in produzione.

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Non si tratta di un ripudio della filosofia Neue Klasse. Si tratta, più semplicemente, della decisione di non travasare quell’estetica su una vettura come la Serie 5 e la M5, che ha un’identità consolidata e un pubblico che a quell’identità è affezionato.

BMW M5 G90

La vera rivoluzione, però, si nasconde dentro. Secondo fonti vicine al progetto, questo restyling sarebbe tra i più costosi mai affrontati da BMW su una Serie 5 o una M5, e la parte del leone la fanno gli interni. L’abitacolo viene rifatto da zero con un’architettura derivata dalla Neue Klasse: display panoramico che si estende per tutta la plancia, nuovo touchscreen centrale, software iDrive X. E, dettaglio che farà discutere, sparisce il controller rotativo iDrive. Vederlo scomparire in un aggiornamento di metà ciclo, anziché aspettare la prossima generazione completa, dice molto sulla velocità con cui Monaco vuole bruciare i ponti col passato sul fronte tecnologico.

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Un abitacolo completamente nuovo è già di per sé un’operazione finanziariamente impegnativa. Aggiungere un restyling esterno radicale avrebbe fatto lievitare i costi ben oltre i parametri standard di un programma di ciclo di vita.

Chi compra una M5 si ritroverà così con un’auto riconoscibile come tale, non con un design di transizione incastrato tra due epoche. Se questo sia sufficiente dipende da quanto ci si aspettava che BMW si buttasse a capofitto nella Neue Klasse fin da subito.