Audi fa marcia indietro negli Stati Uniti e cambia strategia: ecco perché

Audi ferma il progetto per il nuovo stabilimento negli Stati Uniti, complice un contesto di mercato troppo difficile e oneroso.
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Oliver Blume, alla guida del gruppo Volkswagen, ha scelto di mettere in pausa il progetto di uno stabilimento Audi negli Stati Uniti. Uno stop legato direttamente al contesto commerciale attuale, diventato troppo oneroso.

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Alla base della scelta ci sono i dazi del 25 per cento applicati ai veicoli importati. Un peso che negli ultimi mesi ha inciso in modo sempre più evidente sui conti del gruppo. Nei primi nove mesi del 2025, secondo quanto emerso, l’impatto di queste tariffe ha superato i due miliardi di euro, una cifra che ha cambiato radicalmente la valutazione di investimenti che solo un anno fa sembravano scontati. Le condizioni che rendevano plausibile un nuovo impianto, comprese le promesse di incentivi federali, oggi non esistono più. In uno scenario fiscale così instabile, avviare un progetto industriale di lungo periodo è diventato un rischio complicato da giustificare.

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Sul piano operativo, Audi ha già rallentato le consegne di veicoli arrivati nei porti statunitensi, evitando di procedere allo sdoganamento alle nuove condizioni tariffarie. Il risultato è un blocco parziale dei flussi logistici, con auto ferme e una catena di distribuzione che inizia a incepparsi. Una situazione che non riguarda solo Volkswagen. Anche altri grandi costruttori europei, da Mercedes a BMW fino a Stellantis, stanno affrontando lo stesso problema. I margini sul mercato americano, storicamente tra i più redditizi, si stanno assottigliando e questo porta inevitabilmente a rivedere piani di investimento e volumi di vendita.

Audi E SUV concept

Di fronte a questo scenario, Bruxelles non è rimasta a guardare. L’Unione europea ha preparato una lista di contromisure commerciali che potrebbe colpire prodotti statunitensi per un valore complessivo di oltre 90 miliardi di euro, toccando settori strategici dell’economia americana. Per ora la linea resta prudente e orientata al dialogo, ma se la situazione non cambierà, ci sarà uno scontro commerciale con effetti che andrebbero ben oltre il solo settore dell’auto.

Il problema per Audi non si limita agli Stati Uniti ma si estende anche alla Cina, dove le vendite sono in netto calo. Un inizio 2026 davvero complicato per la casa automobilistica tedesca, che si ritrova colpita su due mercati enormi contemporaneamente.