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Revisione obbligatoria auto: occhio alla sicurezza stradale

Riflessioni sulla qualità delle auto che circolano in Italia

Fino a 25 anni fa, solo la Motorizzazione poteva sottoporre le auto a revisione obbligatoria. Parliamo di quella periodica stabilita per legge: ogni 4 anni dalla prima immatricolazione; poi ogni 2 anni. Oggi, invece, la revisione obbligatoria auto possono farla anche i centri di controllo privati. Che si fanno concorrenza. E qui arriva la riflessione di Diego Brambilla, vicepresidente AICC (Associazione Ispettori dei Centri di Controllo veicoli).

Revisione obbligatoria auto: qual è il rischio

In buona sostanza, il rischio della revisione obbligatoria auto è che qualche mela marcia bari. Ossia che alcuni centri di controllo privati siano di manica larga: promuovono anche vetture che in realtà andrebbero bocciate. Per una ragione semplice: se promuovono, gira la voce che in quel centro revisione le cose filano lisce. Così aumentano i clienti e il business cresce. Viceversa, dice Brambilla, se un centro revisione fa tutte le procedure per bene, perde potenziali clienti: automobilisti con vetture a rischio bocciatura.

Revisione facile, conseguenze per la sicurezza

Ovviamente, la prima conseguenza è che le auto da bocciare viaggiano liberamente, perché promosse. Abbiamo così vetture pericolose per la sicurezza stradale che circolano, senza subire multe: la revisione obbligatoria è ok, e quindi non possono scattare sanzioni. Come secondo risultato, sale il rischio di incidenti, con costi sociali più elevati e con le assicurazioni Rc auto ancora più care. Il tutto, spiega Brambilla, in un parco auto come quello italiano che è antico, specie al Sud: non ci sono i soldi per comprare macchine nuove, ci si arrangia con quelle vetuste.

In teoria, revisione più soggetta a controlli

Sulla carta, la revisione obbligatoria auto ha subìto un doppio giro di vite. Il tentativo da parte dell’Italia di arginare il fenomeno delle revisioni facili prevede l’utilizzo di fotocamere ed altre tecnologie. Funzionano? A quanto pare, denuncia Brambilla, no: le frodi sono numerosissime, come si sussurra negli ambienti della revisione.

Due soluzioni per una revisione auto più equa

Brambilla suggerisce tre modifiche alle normative, per una revisione più equa. Primo: lo Stato italiano potrebbe adeguarsi alle norme europee introdotte nel 2014, che prevedono controlli mirati. Secondo: nessun conflitto di interesse fra centro di controllo e autofficina. Lo dice già la normativa europea: gli Stati membri dovrebbero poter prescrivere requisiti in materia di separazione delle attività o autorizzare un organismo privato a effettuare i controlli tecnici e le riparazioni di veicoli, anche sullo stesso veicolo, qualora l’organo di controllo abbia accertato positivamente che resta mantenuto un elevato livello di obiettività. Tutto deve ruotare attorno a una figura chiave: l’ispettore. Che dev’essere neutrale, indipendente, senza interessi in comune con il centro revisione.

Il problema della bocciatura alla revisione

Utile anche una modifica dell’articolo 80 del Codice della Strada, sostiene Brambilla: una tariffa agevolata a chi viene bocciato, che oggi invece è identica a quella pagata in caso di promozione. Oggi, in caso di revisione bocciata, paghi due volte la tariffa ministeriale. La prima volta, per il controllo irregolare; poi, dopo la riparazione, ripaghi per certificare la riparazione. I centri di revisione cercano di favorire i clienti evitandogli questa doppia spesa. con tariffe agevolate sarebbero favoriti gli esiti sfavorevoli garantendo un corretto svolgimento della revisione.

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