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Monopattini elettrici a Milano: occhio all’invasione del 7 dicembre 2019

Inizia il test della micromobilità a batteria. Per i nuovi utenti e per chi va in auto, sicurezza stradale tutelata?

Monopattini elettrici a Milano: il 7 dicembre 2019 inizia l’invasione. Attenzione però: per i nuovi utenti su questi mezzi (microveicioli a batteria tipo hoverboard, segway, e monowheel), e per chi va in auto, come siamo messi a sicurezza stradale? Occhio perché Milano è caotica, anche a causa di Area C e Area B, più le Zone a traffico limitato piccole sparse ovunque. Siamo certi che auto, mezzi pubblici, monopattini elettrici, moto, bici e altro possano convivere all’ombra della Madonnina?

Monopattini elettrici: le aziende

Il Comune di Milano, comunque sia, ha selezionato le tre aziende che a partire potranno fornire monopattini elettrici in condivisione in città. Palazzo Marino alla fine dello scorso ottobre aveva pubblicato un bando per selezionare i gestori che avrebbero potuto effettuare il servizio di sharing dei dispositivi di micromobilità elettrica. Massimo di 2.000 veicoli operanti sul territorio. Le società selezionate sono Wind Mobility, Bit Mobility e Helbiz Italia. Una flotta di 750 monopattini per ogni gestore per un totale di 2.250 dispositivi.

Micromobilità elettrica: il decreto

Tutto nasce dal decreto ministeriale che attua la norma della legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio le caratteristiche dei mezzi e delle aree e strade oggetto della sperimentazione. Il test permetterà la circolazione in città di questi mezzi non previsti dal Codice della strada. Si stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, previa delibera comunale, su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h. Un test da minimo un anno a massimo due anni.

Utente del monopattino e automobilista: serve una convivenza civile

Al di là delle regole, serve buon senso. Convivenza civile e pacifica. Quella che non c’è fra ciclista e pedone: il ciclista invade sovente i marciapiedi e si trasforma utente aggressivo. Non c’è fra ciclista e automobilista: spesso, il ciclista va contromano mentre l’automobilista non lo rispetta. Questa la realtà. Al di là della retorica campata per aria. Lo dicono i numeri: impressionante la quantità di feriti e morti fra gli utenti deboli. Italia bocciata in sicurezza stradale due volte dall’Unione europea: dal 2001 al 2020 e dal 2011 al 2020 non ha centrato il target di dimezzamento dei morti in strada.

Massima attenzione all’utente debole

In particolare, l’utente forte (chi va in auto) deve stare attento all’utente debole (coloro che viaggiano su monopattini elettrici). Serve pazienza, comprensione. Specie qualche giovane potrebbe non rispettare le norme e il buon senso sul monopattino. Davvero occhi aperti. Un conto è fare un test a Los Angeles, con strade gigantesche dove c’è spazio per tutto. Un altro conto è fare un test a Milano, che esplode di traffico e muore di smog: strade piccole e intasate, in un città concepita un secolo fa per i mezzi di allora. I nuovi utenti dei monopattini elettrici vanno tutelati e protetti, assolutamente.

Monopattini elettrici: cosa dice l’assessore Granelli

Milano ha costruito un sistema di regole chiare e si sta ultimando la posa della cartellonistica in strada: la città è pronta ad avviare la sperimentazione dei monopattini, dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici. Ora insieme alle aziende che gestiscono il servizio e ai cittadini che ne faranno uso, Milano vuole che questa sia una grande opportunità per muoversi agevolmente. E in modo sostenibile. Non deve trasformarsi in un pericolo e in un disagio per sé e per gli altri. In strada c’è  posto per tutti se ciascuno si muove con buonsenso e rispetto. Parole sagge. Vedremo come reagiranno gli utenti nel traffico infernale che attanaglia il capoluogo lombardo.

Monopattini elettrici: la prova

Il bando individua il 26 luglio 2021 come termine per la sperimentazione come previsto dal decreto ministeriale. Per avviare la propria attività di sharing il gestore deve presentare certificazione di sottoscrizione di adeguata polizza assicurativa, garantire che il servizio sia attivo 365 giorni all’anno e disponibile 24 ore su 24, che vi sia un call-center, un servizio di pronto intervento e controllo dei dispositivi con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro le 24 ore dalla segnalazione in caso di disservizio. Per ogni monopattino i gestori devono investire 10 euro all’anno in comunicazione e informazione agli utenti sulle regole di utilizzo e del Codice della strada. Ripasso che sarebbe molto utile a tutti: automobilisti, motociclisti, pedoni, ciclisti.

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