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Auto a costo zero: truffa

La Guardia di finanza snida chi ha architettato la frode della vettura che prometteva di essere gratuita

Truffa Auto

Avete mai sentito parlare di auto a costo zero? È una truffa. Sentite il decreto di sequestro preventivo eseguito dalla Guardia di finanza. I militari del comando provinciale di Roma hanno messo nel mirino disponibilità finanziarie e immobili per un valore di tre milioni di euro: è l’ideatore dell’offerta commerciale che è una frode. Si indaga per per evasione fiscale, truffa e autoriciclaggio. La proposta era semplice: il privato o l’azienda firmava contratti che li impegnavano ad acquistare auto bianche. Sulle fiancate sarebbero stati applicati messaggi pubblicitari. Ma qui sta il guaio.

Tutto vietato

Il fatto è il Codice della Strada vieta l’utilizzo dei mezzi per pubblicità a titolo oneroso. I clienti dovevano pagare 7.000 euro per servizi aggiuntivi mai corrisposti. La società avrebbe provveduto a corrispondere al contraente 60 rate mensili di importo variabile tra i 340 e i 440 euro, quale rimborso del prezzo di acquisto del veicolo, nonché una quota delle spese per carburante e assicurazione. Ma i soldi i clienti non li hanno mai visti: la società non ha più proceduto ai rimborsi. L’auto a costo zero, quindi, è una truffa.

Auto a costo zero: business notevole

I finanzieri hanno ricostruito un giro d’affari di 15 milioni di euro nel triennio 2016-2018. L’impresa ha evaso, attraverso la presentazione di dichiarazioni farlocche, tre milioni di euro di Iva. Il titolare, nel frattempo, ha acquistato immobili per 1,3 milioni di euro. La morale della vicenda è semplice: chi vuole un’auto la deve comprare nel classico modo, sborsando quattrini. A una concessionaria o a un privato. In alternativa, valuta il leasing o il noleggio a lungo termine. Altre formule magiche sono solo pericolose fregature e perdite di tempo. L’auto a costo zero è una truffa.

L’avviso dell’Antitrust

D’altronde, a maggio 2019, l’Antitrust aveva lanciato l’allarme. Erano state segnalate condotte potenzialmente ingannevoli: la falsa prospettazione del completo rimborso di tutte le rate di finanziamento, l’addebito di costi a fronte di servizi destinati a non essere erogati. E l’ingiustificato inadempimento delle proprie obbligazioni da parte del professionista, che avrebbe poi ostacolato l’esercizio dei conseguenti diritti e rimedi da parte dei consumatori.