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Fca, sindacati Cassino lanciano l’sos: “Situazione drammatica”

Francesco Giangrande: “Importante risvegliare gli animi”

Fca ha annunciato la messa in produzione della Panda ibrida e del suv Tonale per Pomigliano. A Cassino, intanto, filtra preoccupazione, in quanto dello stabilimento di Piedimonte non s’è fatto cenno. Francesco Giangrande, il segretario provinciale Uilm, ha commentato in una lunga intervista per L’Inchiesta Quotidiano le recenti novità.

Promesse mantenute. “Innanzitutto bisogna rilevare che, per quanto riguarda Pomigliano, non è stato un incontro convocato per annunciare nuovi modelli. Purtroppo si doveva parlare solo del prolungamento dell’ammortizzatore sociale, la cigs per ristrutturazione. In questo contesto Fca non ha fatto altro che confermare quello che aveva già annunciato e, quindi, se tutto andrà bene, Pomigliano avrà la possibilità di tornare a produrre, dopo il primo semestre del 2020”.

Un solo modello nuovo: il Maserati Levantino. “Credo che sia importante rilevare la scarsa attenzione di Fca, da sempre, nel rinnovare i modelli. Farli morire senza cambiarli nei tempi giusti – e nel mondo dell’auto non possono essere più di tre anni – significa perdere il pelo ma non il vecchio vizio risalente a Fiat. Perché tutto ciò andrà a compromettere, innanzitutto la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, dipendenti di Fca. È chiaro che questa sofferenza, oltre ad un significato in termini di sopravvivenza economica dei dipendenti di Fca e di tutto l’indotto, si ripercuote economicamente e occupazionalmente sull’intera area del Cassinate e non solo. Oltre a tutto ciò che il sindacato potrà fare e che ha già fatto, credo che sia importante risvegliare gli animi di tutti coloro, mi riferisco alle istituzioni ed alla politica, che in una maniera presuntuosa e, a volte, arrogante, pensano che la problematica del lavoro possa essere affrontata da loro stessi”.

Situazione blanda. “Loro hanno come mandato di dare al territorio gli indirizzi necessari affinché possano esserci investimenti a partire dalle infrastrutture. Ma poco si è visto su questo nostro territorio. Stessa cosa in termini di scelte e misure per arginare la drammatica mancanza del lavoro. Abbiamo di fronte a noi una classe politica e dirigente – quindi amministrativa e istituzionale prima di tutto – che non riesce neppure a programmare incontri che possano creare condizioni di rilancio, per uscire dalla situazione in cui l’intera area si è trovata”.

Territorio in discussione. “È facile e sarà sicuramente sempre più facile parlare di Fca per loro. Perché parliamo di una multinazionale. Del resto non è in discussione lo stabilimento, la sua esistenza. Qui è in discussione il lavoro, non solo quello dei dipendenti di Fca e dell’indotto, ma dell’intero territorio. Quindi è bene risvegliare gli animi per arrivare a separare, pur essendoci l’identico obiettivo, compiti e ruoli che spettano al sindacato e quelli che competono alle istituzioni ed alla politica”.

Crisi attuali (-69% immatricolazione di Alfa Romeo ad agosto). “La ciclicità della crisi attuale rappresenta una minore percentuale di intensità rispetto ai danni provocati dalle istituzioni”.

Pensiero ecotassa. “Sì ma non solo a quella. Mi riferisco, ad e­sempio, alla mancanza di una riforma fiscale, perché la riforma fiscale se è corretta può dare un sostegno forte a chi lavora e in primis alle aziende. Una spinta del genere avrebbe riflessi positivi anche sulle vendite automobilistiche. Quindi, per ritornare alla premessa, non è che il sindacato o l’organizzazione che rappresento ami attaccare e mettere in discussione le istituzioni e la politica ma, di fatto, pur essendo un sindacato non innamorato della polemica, è il momento giusto per alimentare almeno una franca discussione. Insomma vorrei ricordare alle istituzioni ed alla politica di questo territorio e di questa provincia che il confronto, anche se animato, ha sempre un valore di assoluto rilievo: quello dei esaltare la democrazia”.

Un nuovo tavolo su Fca anche con sindacati ed azienda. “Intanto il sindacato la sua parte l’ha sempre fatta e continuerà a farla. Per quanto riguarda la Consulta dei Sindaci e riferito specificamente allo stabilimento di Cassino e dell’indotto, credo che ci sia tanto da discutere e tanto da mettere in atto senza fare proclami e, quindi, senza fare demagogia, né strumentalizzazioni”.

Fca, sindacati in allarme

Il segretario della Fiom Donato Gatti sulla produzione di Giulia e Stelvio nel 2020 a Cassino ha dato la propria opinione venerdì scorso. Questo annuncio non convince i sindacati, in quanto fino al primo semestre 2020 la cassa integrazione continuerà a trattenere le buste paga degli operai e a impoverire il territorio. A causa delle vendite modeste, la produzione mantiene sempre livelli bassi. I cancelli dell’impianto produttivo rimarranno chiusi il 16, il 23, il 23 settembre e il 4 ottobre.

Al collasso. “Noi siamo al collasso, ci sono fabbriche dell’indotto che non riescono neanche più a pagare la cassa integrazione. Urge un tavolo regionale e nazionale su Fca, la situazione è drammatica”.

Fatti, non parole. “Beh, c’è poco da festeggiare. Questi modelli erano attesi per giugno 2019, saranno sul mercato non prima di settembre 2020. Di soli annunci non si vive. Servono atti concreti, nuovi modelli: parlo al plurale perché sono convinto che non basta un solo nuovo modello per la piena occupazione dello stabilimento di Cassino. Giulietta è ormai da dieci anni sulle linee, Giulia ha esaurito la sua spinta propulsiva, solo Stelvio registra ancora buoni numeri, serve quindi più di un modello. E subito. Non solo con gli annunci”.

Giustino D’Uva, segretario generale dei Metalmeccanici di Confintesa, ha detto: “Il gruppo Fca ha sbandierato un considerevole aumento degli utili nel secondo trimestre del 2019, eppure continua a fare ricorso alla cassa integrazione per periodi più o meno lunghi”.