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Fiat Chrysler: niente multe per il CO2 fino al 2020

Mike Manley comunica che l’accordo con Tesla scongiurerà le sanzioni

Fiat-Chrysler

Sembra che la decisione della Fiat Chrysler di concludere un accordo con Tesla,come un modo per non incorrere in multe sulle emissioni nocive in Europa, stia dando i suoi frutti. In una recente teleconferenza sui risultati finanziari del secondo trimestre dell’azienda, il CEO Mike Manley ha dichiarato che FCA eviterà sanzioni quest’anno e nel 2020, grazie, in gran parte, all’accordo.

Fiat Chrysler: si avvale della flotta europea Tesla

Secondo i termini concordati, Fiat Chrysler può contare sulle vetture elettriche di Tesla come parte della sua flotta europea. Questo accordo le consente di evitare rigide normative sulle emissioni, nonostante il gruppo abbia una gamma di veicoli elettrici o elettrificati molto ristretta. Va detto che questa intesa ha un prezzo elevato, poiché, a detta degli analisti, saranno corrisposti centinaia di milioni di euro.

Se il commento di Manley nella periodica call sui risultati finanziari della compagnia è indicativa, sembra che il denaro versato alla Tesla sia stato, sebbene significativo, ben speso. Con Fca probabilmente esentata di multe sulle emissioni nel 2020, Manley ha enunciato che la società spingerà per introdurre modelli più elettrificati e veicoli a combustione interna a basso consumo, così da evitare ripercussioni in futuro.“Quest’anno continueremo a implementare tecnologie di motori tradizionali migliorate, compresi i nostri nuovi motori a benzina GSE a tre e quattro cilindri”, ha dichiarato Manley, secondo Automotive News Europa.

Le nuove uscite a zero emissioni

La FCA ha menzionato una serie di importanti veicoli elettrificati in arrivo nella sua gamma. Tra queste ci sono le versioni PHEV di Jeep Renegade, Compass e Wrangler, nonché una nuovissima Fiat 500 elettrica a batteria. La Fiat 500 BEV e le Jeep ibride plug-in dovrebbero essere lanciate nel 2020, e stando al CEO, questi veicoli rappresenteranno circa il 5% delle vendite aziendali in Europa.

L’imminente sbarco dei veicoli a zero emissioni, combinato ai vantaggi derivanti dalla sinergia con la flotta Tesla, lascia Manley fiducioso e ottimista sul futuro di Fiat Chrysler. Nel complesso, l’amministratore delegato ha previsto di andare incontro alle normativa senza aiuti esterni entro il 2022. Durante la teleconferenza, Manley ha dichiarato che entro quell’anno, “la necessità di accordi sarà molto, molto bassa”.

Oltre alla collaborazione con Tesla nel Vecchio Continente, Fiat Chrysler si è rivelata anche una delle società che acquistano i carbon credits dalla Casa automobilistica con sede nella Silicon Valley. Le operazioni, notificate nella documentazione dello stato del Delaware, hanno dimostrato che sia Fca sia GM, il produttore della Chevrolet Bolt EV, li comprano da Tesla per compensare le vendite dei loro veicoli a combustione interna nel mercato USA.

Come funzionano i carbon credits

Un organismo nazionale o sovranazionale fissa un limite massimo di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera a livello globale. Questo viene diviso e riportato sotto forma di “diritti di emissione” tra aziende e stati. Qui l’impegno consiste nell’emettere una quantità non superiore alle quote assegnate. Altrimenti, il soggetto deve acquistare i cosiddetti carbon credits da altri soggetti più virtuosi di quanto richiesto e che possono pertanto cedere le loro eccedenze.