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Fiat Chrysler, Mike Manley: “Aperti a nuove opportunità”

L’amministratore delegato non esclude future sinergie con altri gruppi

Fiat Chrysler Automobiles Mike Manley lettera dipendenti

Il gruppo Fiat Chrysler chiude un secondo trimestre in positivo e conferma gli annunci già dati per il 2019. Nella seconda metà dell’anno, gli sforzi verranno principalmente convogliati sull’area europea e sul brand Maserati, in calo del 46%, per cui sono in programmi investimenti protesi al lancio di dieci modelli – tra nuovi e restyling – nel prossimo quadriennio. A livello internazionale il gruppo italo-americano ha consegnato un milione e 157mila veicoli, in calo dell’11%. Eppure, l’utile netto è aumentato a 793 milioni (+14%) per l’efficace politica di contenimento nei costi.

Durante la conference call sui risultati produttivi e finanziari, Mike Manley spiega che sono aperti a opportunità di consolidamento, ma sopravviviamo anche da soli”. Interpellato dagli analisti finanziari sulla mancata fusione con Renault e sui recenti apprezzamenti del CEO francese Thierry Bolloré, l’amministratore delegato ammette che “l‘opportunità era interessante e che “avrebbe avuto senso per le sinergie che avrebbe consentito”, ma puntualizza che per arrivare alla fumata bianca in operazioni del genere “servono le giuste condizioni”.

Fiat Chrysler: non è tutto oro quel che luccica

Accertati i progressi nella razionalizzazione delle qualcosa, qualcosa va ancora sistemato. Da aprile a maggio, le vetture Fiat Chrysler vendute in Europa ammontano – secondo i dati ufficiali – a 531.272, con un decremento, rispetto all’analogo periodo del 2018, del 9,5 per cento. Per quanto attiene alla Fiat, il Lingotto ha venduto 376.064 vetture, con una flessione del 10,2% e una quota di mercato che passa dal 5 al 4,6 per cento.

Destano preoccupazione le condizioni del ‘paziente’ Alfa Romeo, con le vendite precipitate a 27.702 esemplari contro i 50mila del 2018, ossia -42%. In controtendenza all’andamento negativo, la Lancia ha venduto 34.767 Ypsilon in Italia (unico mercato di riferimento), mettendo a segno una crescita percentuale del +27,4%; mentre la Jeep si attesta a 89.379 unità vendute, per un più 1,8%.

“Sulla base dei forti risultati del secondo trimestre e delle iniziative attuate per mantenere questo slancio positivo – spiega Manley – restiamo fiduciosi sul raggiungimento dei nostri obiettivi per il 2019″. Il mercato reagisce positivamente: a Piazza Affari il titolo cresce del 5% e conclude a fine giornata a 12,03 euro, con un più 2,87%.

Nord America e America Latina in positivo

In aggiunta al Nord America, anche Fca America Latina conquista risultati positivi, trascinata soprattutto dalle performance positive sul mercato brasiliano. La seconda parte del 2019 metterà invece a dura prova l’area europea, anche perché non sono previsti nuovi modelli in uscita. “Continuiamo a fronteggiare molte difficoltà, ma stiamo mettendo in campo azioni rigorose – professa Manley -. Siamo impegnati per far tornare l’area ai livelli di redditività che abbiamo indicato”.

Successivamente il vertice dirigenziale del colosso italo-americano ricorda quanto investiranno nello stabilimento di Mirafiori per produrre la nuova Fiat 500 elettrica a batteria (BEV): cinque miliardi di euro per rinnovare la gamma e perseguire l’obiettivo della piena occupazione. Infatti, della collezione entreranno a fare parte 13 nuovi modelli o profondamente rivisti. E l’avvio di un piano di elettrificazione con 12 vetture elettriche inedite o pre-esistenti.  

Rilancio Maserati

“Il rilancio del marchio Maserati è positivo anche per Torino, potrebbero arrivare due modelli mentre ne era stato previsto uno solo a fine piano”, commenta il segretario generale della Fim torinese, Claudio Chiarle. “I risultati finanziari dimostrano che il gruppo è in buona salute, ma bisogna passare dalle parole ai fatti per rilanciare il settore auto in Italia”, analizza il coordinatore nazionale del settore della Fim Cisl, Raffaele Apetino. Critica, invece, la Fiom torinese. “L’aumento dell’utile è una buona notizia per gli azionisti, ma per i lavoratori l’unico indice in crescita è quello della cassa integrazione”, osserva il segretario provinciale Edi Lazzi.