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Fiat Chrysler Cassino, Ciacciarelli: “Teniamo alta l’attenzione”

Il consigliere del Lazio è poco sereno sulla situazione dello stabilimento Fiat Chrysler a Cassino

Fiat Chrysler

Il lavoro è una questione cruciale, soprattutto in un territorio martoriato dalla disoccupazione e dalla crisi, come il nostro, pertanto è necessario tenere alta l’attenzione sullo stabilimento Fiat Chrysler di Piedimonte San Germano/Cassino”. Lo afferma Pasquale Ciacciarelli (FI), consigliere del Lazio. A inizio luglio la Giunta Regionale ha approvato una mozione per indire un tavolo ministeriali con i piani alti del Gruppo italo-americano sull’attuale crisi che coinvolge l’impianto produttivo. Le parti in essere avvieranno un dialogo sull’occupazione garantita, su quando sbarcherà il suv Maserati Levantino e su quali modelli premium sostituiranno Stelvio e Giulia.

Fca: l’analisi e l’invito

“Settimane fa è stata approvata in Consiglio Regionale la mozione, di cui sono firmatario, insieme ad altri colleghi, che impegna  il presidente Zingaretti e la Giunta ad istituire un tavolo ministeriale permanente per monitorare la situazione relativa allo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano di cui facciano parte i rappresentanti del Gruppo FCA ed i sindaci dei Comuni interessati, al fine di elaborare adeguate politiche di contrasto alla crisi e sostegno al territorio, premette Ciacciarelli.

“Ebbene, non si perda la bussola – aggiunge -, non possiamo permetterci in quanto rappresentanti delle istituzioni di distrarci un solo momento, ne va del futuro di migliaia di lavoratori e, di conseguenza, della stabilità di intere famiglie. È necessario verificare, inoltre, le ricadute sul territorio degli investimenti previsti nei bandi FESR 2014-2020, con l’obiettivo di definire un quadro di interventi per le aziende in difficoltà, anche al fine di sostenere idonei interventi per diversificare la produzione industriale, anche alla luce delle nuove tecnologie”.

“Ma anche promuovere una proposta di revisione della normativa vigente in materia di riconoscimento delle aree di crisi industriale complessa attraverso il superamento dei criteri di individuazione dei territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale, come quelle derivanti dalla crisi del settore automobilistico”, conclude Ciacciarelli.

Le criticità Fiat Chrysler

Il testo riporta nei punti iniziali alcuni numeri sull’attuale crisi, con particolare riferimento a Fiat Chrysler, dovuta, sostengono i proponenti, anche dagli ecobonus. Tra i più preoccupanti spiccano il -11% delle immatricolazioni nei primi sei mesi del 2019; le vendite dimezzate del marchio Alfa Romeo nello stesso periodo; e la diminuzione da 5.100 a 3.700 dipendenti presso lo stabilimento di Piedimonte San Germano nell’ultimo triennio.

Per arginare questi problemi e sollecitare una risalita, la Regione ha provveduto al rifinanziamento annuale della legge n. 46/2002, mentre i Comuni del Lazio meridionale hanno adottato ammortizzatori per le famiglie del personale Fca e dell’indotto.

Scendendo nel dettaglio, Presidente e Giunta Regionale si impegnano a: promuovere una proposta di revisione della normativa in vigore che consenta l’utilizzo delle risorse statali per superare, in quanto la crisi coinvolge l’intero settore; verificare il rendimento degli investimenti previsti nei bandi Fesr 2014-2020, l’obiettivo di definire un quadro di interventi per le aziende in difficoltà, anche attraverso le nuove tecnologie, con particolare riferimento allo stabilimento alla Fca Cassino Plant.

 “C’è una grande preoccupazione per la crisi economica che attraversa questo territorio che è legato per il 90% alla casa automobilistica – ha spiegato Enzo Salera, il sindaco di Cassino –. C’è preoccupazione soprattutto per gli operai dell’indotto“, evidenziando che sono in esaurimento “gli ammortizzatori sociali”

Movimento 5 Stelle contrario

Il documento è stato sottoscritto per parti separate su richiesta del Movimento 5 stelle perché non sono state condivise alcune premesse né il primo punto del documento redatto.

“Innanzitutto a marzo Fiat Chrysler ha confermato 5 miliardi di investimenti in Italia – ha detto Valentina Corrado questo a testimonianza del fatto che l’ecobonus non è sicuramente alla base della crisi del settore automobilistico. Inoltre, il primo punto è di stretta competenza nazionale, motivo per il quale non siamo noi a poter revisionare le normative nazionali vigenti”.

Per Loreto Marcelli la mozione è insufficiente e strumentale sia nel metodo che nel merito ed anche anacronistica, o fuori tempo massimo, considerate le attuali politiche perseguite su scala mondiale ed inerenti la produzione e incentivazione di motori a sempre più ridotto impatto ambientale e contenimento dell’inquinamento”.

Ugl: “Crisi Fiat Chrysler non dovuta agli ecoincentivi”

Il segretario provinciale Enzo Valente ha sottolineato che bisogna “essere consapevoli che i mali di Fca non sono dovuti all’ecotassa, che non incide sulla cassa integrazione. Ci sono altri motivi che conosciamo, in particolare le difficoltà riscontrate sul mercato da parte del segmento di produzione dello stabilimento cassinate che ad oggi non ha trovato lo sbocco che ci si aspettava, complice anche il mancato investimento sulle nuove fonti di alimentazione verdi che il mercato ricerca”. Ed ha chiesto che “la stessa sinergia e unità d’intenti dimostrata per la zona nord della Provincia venga applicata anche per il cassinate affinché si possano governare i processi e tutelare i lavoratori in questo difficile momento. A tal proposito ho chiesto agli amministratori atti concreti per aiutare le famiglie abbassando, ad esempio, le aliquote comunali a chi è senza reddito”.