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Fusione Fiat Chrysler e Renault: il governo francese alza la posta in gioco

Le nuove richieste del governo francese complicano la trattativa tra Fiat Chrysler e Renault

Fiat Chrysler e Renault

I negoziati sulla fusione proposta da Fiat Chrysler Automobiles con la Renault si sono impantanati lunedì, con il governo francese che ha alzato le sue richieste per mantenere l’influenza del governo sulla gestione della nuova casa automobilistica e sulle attività francesi. Lo hanno rivelato alcune fonti vicine alle parti parlando con la Reuters. FCA è in trattative con la Renault e il suo maggiore azionista, la Francia, sulla proposta di fusione da $ 35 miliardi lanciata la scorsa settimana per creare la terza casa automobilistica del mondo.

La Francia, che possiede il 15 per cento della Renault, ha accolto ampiamente l’accordo a condizione di salvaguardare posti di lavoro e impianti francesi ma le pressioni politiche sono aumentate man mano che i colloqui sono andati avanti. John Elkann, rampollo della famiglia Agnelli, la cui holding controlla FCA tramite una quota del 29%, ha cercato di placare i governi francese e italiano tranquillizzando allo stesso tempo anche Nissan che è alleata con Renault.

La proposta di FCA vedrebbe entrambe le case automobilistiche acquisite da una holding olandese quotata di proprietà 50-50 dagli attuali azionisti di Fiat Chrysler e Renault, dopo il pagamento di un dividendo speciale di 2,5 miliardi di euro ($ 2,8 miliardi) agli azionisti FCA. Rispondendo alle critiche di alcuni analisti e leader dell’industria francese che l’accordo sottovalutava Renault e la sua quota del 43,4 percento in Nissan, Parigi ha spinto per condizioni migliori.

L’approccio ha dato i suoi frutti durante il fine settimana, in quanto FCA ha accettato di migliorare il suo accordo con Renault. Tra le altre cose FCA avrebbe anche deciso di spostare il suo quartier generale per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa  a Parigi, facendo diventare amministratore delegato l’attuale presidente Renault Jean-Dominique Senard, e dando un ulteriore seggio nel consiglio d’amministrazione allo stato francese.

Mentre le due parti sembravano convergere su un accordo, con la riunione del consiglio di amministrazione di Renault  che si terrà tra poche ore, il governo del presidente Emmanuel Macron ha aumentato le sue richieste, hanno detto due persone vicine ai negoziati. Il governo sta ora spingendo per una presenza significativa sulla consociata francese che supervisionerebbe le attività e gli impianti della Renault, hanno detto le fonti, oltre a un veto effettivo sulle future nomine del CEO dopo Senard.

I funzionari francesi vogliono essere in grado di garantire che le garanzie di lavoro e la filosofia di una fusione in parti uguali alla base dell’accordo siano rispettate, hanno riferito fonti vicine al consiglio di amministrazione di Renault. Renault, FCA e il governo francese hanno tutti rifiutato di commentare i negoziati in corso. Vedremo dunque come si evolverà la situazione.