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Fiat Chrysler: il CEO Mike Manley è certo che la sua azienda sopravviverà ai grandi cambiamenti del settore

La presenza di marchi distintivi come Jeep, Alfa Romeo e Maserati conferiscono all’azienda italo americana un vantaggio rispetto ai produttori del mercato di massa

Fiat Chrysler
Fiat Chrysler

Fiat Chrysler Automobiles è una “casa di marchi” e sarà una delle poche case automobilistiche tradizionali a sopravvivere al grande cambiamento che l’industria automobilistica sta affrontando con l’arrivo delle auto elettriche e auto a guida autonoma, ha detto il CEO Mike Manley. La visione di Manley, come quella del suo iconico predecessore Sergio Marchionne, si basa sull’idea che i marchi distintivi come Jeep, Alfa Romeo e Maserati conferiscono all’azienda italo americana un vantaggio rispetto ai produttori del mercato di massa.

Manley, 55 anni, succeduto a Marchionne a luglio pochi giorni prima della sua morte, è sotto pressione per offrire un’inversione di rotta dell’attività in Asia e rinnovare le sue attività europee con ingenti investimenti necessari per guidare Fiat Chrysler nell’era delle auto elettriche e a guida autonoma e verso i nuovi servizi di mobilità.

“Sono al 100 per cento sicuro che Fiat Chrysler sarà in grado di sopravvivere, perché ‘noi siamo fondamentalmente una casa di marche” ha detto Manley in un’intervista il mese scorso presso la sede di Torino della società per una nuova biografia di Marchionne.  Nel gennaio del 2018 Marchionne aveva predetto che le case automobilistiche avrebbero avuto meno di un decennio per reinventarsi o rischiare di venire travolti in un settore in cui i veicoli saranno alimentati, guidati e acquistati in maniera radicalmente diversa.

Per Marchionne il marchio Fiat era quello più a rischio di essere “mercificato” all’interno del proprio portafoglio di prodotti. “Non penso che abbiamo un marchio che si adatta meno di altri a questi cambiamenti”, ha dichiarato Manley nell’intervista. Egli crede che il marchio Fiat abbia un futuro, citando il successo della sua iconica 500 che ha registrato consegne record dopo un decennio sul mercato. “I nostri marchi hanno dimostrato che saranno in grado di sopravvivere.”

Pietro Gorlier, che guida Fiat Chrysler in Europa, ha fatto eco a quanto detto da Manley in un’intervista separata. Il dirigente vede il marchio italiano avere un brillante futuro in Europa con la sua famiglia 500, che comprende anche il SUV 500X , sviluppando il “concetto di mobilità”. Al Salone dell’auto di Ginevra, a marzo, Fiat ha presentato il prototipo Centoventi, un’auto elettrica alimentata a batteria che può essere completamente personalizzata dai clienti e potrebbe essere la risposta di Fiat per i servizi di mobilità urbana come i robotaxi o il car sharing.

Manley ha segnalato nelle ultime settimane che Fiat Chrysler è aperta ad esplorare modi per cooperare o addirittura fondersi con altre case automobilistiche. Nuovi colloqui con il Gruppo PSA sono iniziati per investimenti congiunti, hanno detto persone informate della situazione. Quando è stato chiesto se la Fiat fosse in trattativa con il costruttore francese per un accordo, Manley ha rifiutato di commentare.

Il CEO di Fiat Chrysler ha parlato in un’intervista congiunta con il direttore finanziario Richard Palmer per il libro “Sergio Marchionne” che sarà pubblicato il 30 aprile in italiano da Sperling & Kupfer. Il libro rivela che Palmer e Manley erano i due candidati che il presidente di FCA John Elkann aveva intenzione di proporre al consiglio di amministrazione il 21 luglio, dopo aver scoperto che Marchionne non sarebbe mai tornato dopo un intervento che aveva subito poche settimane prima. In quelle ore drammatiche, Palmer si è tirato fuori dalla corsa, spianando la strada all’inglese. Così Elkann propose Manley, che aveva guidato la rinascita di Jeep, le cui vendite sono arrivate ad oltre 1,6 milioni nel 2018 da 300.000 nel 2009.

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