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Stellantis interviene nella ristrutturazione Marelli: accordo ancora da trovare nel Chapter 11

Stellantis, principale cliente e maggiore creditore non bancario di Marelli, ha presentato una “limited objection” alla Disclosure Statement della procedura Chapter 11, chiarendo di non aver ancora raggiunto un accordo soddisfacente sulle condizioni di supporto. Il gruppo sostiene comunque il percorso di ristrutturazione, ma si riserva di intervenire prima dell’approvazione definitiva del piano.

Stellantis USA

Si apre un nuovo passaggio nella complessa ristrutturazione di Marelli. Il 1° settembre FCA US LLC, società del gruppo Stellantis, ha depositato presso il tribunale fallimentare del Delaware una “limited objection” alla Disclosure Statement presentata nell’ambito del Chapter 11 del fornitore automobilistico. Il documento non rappresenta una bocciatura del piano, ma mette nero su bianco un punto importante: al momento del deposito Marelli e Stellantis non avevano ancora raggiunto un accordo considerato soddisfacente da entrambe le parti sulle condizioni di supporto del cliente.

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Stellantis è il principale cliente globale di Marelli

Il peso della questione diventa più chiaro leggendo lo stesso documento depositato da FCA US. La società afferma infatti che FCA e le sue affiliate globali, indicate collettivamente come Stellantis, rappresentano il maggiore cliente mondiale di Marelli e anche il suo maggiore creditore non bancario. Una posizione che rende il rapporto tra le due aziende particolarmente importante per il buon esito della ristrutturazione.

Nel deposito FCA richiama direttamente il piano presentato da Marelli e osserva che la sua fattibilità dipende dal raggiungimento dei cosiddetti OEM Accommodation Agreements, cioè accordi con i principali costruttori automobilistici clienti chiamati a sostenere il percorso di riorganizzazione. Secondo quanto riportato nei documenti del procedimento, eventuali cambiamenti nel sostegno dei costruttori potrebbero incidere sulle previsioni finanziarie, sulla liquidità e più in generale sulla struttura del piano.

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Marelli logo

FCA precisa che, alla data del 1° settembre, non era ancora stato raggiunto un accordo reciprocamente accettabile con Marelli. La società aggiunge di ritenere che una situazione simile riguardi anche altri grandi clienti del fornitore. Nello stesso giorno, peraltro, anche BMW Manufacturing ha depositato una propria “reservation of rights”, spiegando di non aver ancora trovato un’intesa sulle condizioni del proprio OEM Accommodation Agreement.

Questo però non significa che Stellantis abbia deciso di opporsi alla ristrutturazione. Nel documento FCA specifica di sostenere in linea generale l’approvazione della Disclosure Statement e di confidare ancora nella possibilità di raggiungere un accordo con Marelli. Allo stesso tempo chiarisce di non avere alcun obbligo di concludere l’intesa e si riserva il diritto di contestare eventuali modifiche successive alla documentazione oppure, se necessario, la conferma definitiva del piano.

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Marelli si trova sotto protezione Chapter 11 negli Stati Uniti dal giugno 2025, quando aveva avviato la procedura nel Delaware per ristrutturare il proprio indebitamento. All’epoca circa l’80% dei finanziatori aveva già aderito al Restructuring Support Agreement e la società aveva ottenuto impegni per 1,1 miliardi di dollari di finanziamento DIP, successivamente approvato integralmente dal tribunale. L’obiettivo dichiarato era portare avanti la ristrutturazione senza interrompere le normali attività industriali e le forniture ai costruttori.

Marelli
Marelli

Il nuovo deposito di Stellantis mostra quanto gli accordi con i grandi clienti siano ancora una parte delicata del dossier Marelli. Il gruppo automobilistico mantiene per ora una posizione prudente: sostiene il processo, continua a negoziare, ma vuole conservare piena libertà di intervento prima che il piano di riorganizzazione venga definitivamente approvato.

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