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Stellantis contro le regole UE sui furgoni: Filosa chiede più libertà e un vero “Made in Europe”

Stellantis chiede a Bruxelles maggiore flessibilità sulle regole europee per le emissioni dei veicoli commerciali leggeri. Il CEO Antonio Filosa sottolinea che la domanda di furgoni elettrici non è ancora allineata alle scadenze normative, a causa di costi, autonomia e infrastrutture. Il gruppo sollecita inoltre criteri più ampi per valorizzare il Made in Europe.

Stellantis Atessa

Stellantis torna a chiedere a Bruxelles maggiore flessibilità sulle regole che riguardano i veicoli commerciali leggeri. Il tema è delicato perché il passaggio all’elettrico, nel mondo dei furgoni, sta procedendo con tempi diversi rispetto a quelli immaginati qualche anno fa. Il CEO Antonio Filosa ha spiegato che gli obiettivi europei sulle emissioni dovrebbero tenere maggiormente conto di ciò che sta succedendo davvero sul mercato.

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Stellantis chiede più flessibilità sulle emissioni dei furgoni

Filosa è stato piuttosto chiaro: “Per i veicoli commerciali leggeri dobbiamo introdurre una flessibilità molto importante, semplicemente perché la domanda non è allineata alla regolamentazione”.

Il punto riguarda soprattutto il divario tra le scadenze fissate dall’Unione Europea e le scelte concrete di aziende, professionisti e flotte. Chi acquista un furgone lo usa spesso come vero strumento di lavoro e guarda con attenzione a costi, autonomia, tempi di ricarica e possibilità di fermare il mezzo durante la giornata.

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antonio filosa, stellantis

Per molte attività, quindi, la transizione verso l’elettrico dipende anche dalla disponibilità delle infrastrutture e dal tipo di percorso affrontato quotidianamente. Una flotta che lavora soprattutto in città ha esigenze molto diverse da un’impresa che utilizza i propri veicoli per lunghe percorrenze oppure in zone dove le colonnine sono ancora poche.

La questione interessa direttamente Stellantis Pro One, uno dei gruppi più presenti nel mercato europeo dei veicoli commerciali. Fiat Professional, Peugeot, Citroën e Opel hanno una gamma molto ampia e modelli come Ducato, Boxer, Jumper e Movano rappresentano una parte importante delle attività industriali del gruppo in Europa.

Un rallentamento della domanda dei furgoni elettrici può quindi avere effetti anche sulle fabbriche e sulla programmazione produttiva. Stellantis vorrebbe che la normativa lasciasse maggiore libertà ai costruttori nel gestire questa fase, accompagnando l’elettrificazione con tempi più vicini alle richieste effettive dei clienti.

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Filosa ha affrontato anche il tema del Made in Europe, altro argomento che il gruppo considera sempre più importante. Secondo il CEO, per stabilire quanto un veicolo sia realmente europeo dovrebbe pesare anche il lavoro svolto prima dell’assemblaggio: progettazione, sviluppo e origine dei componenti.

Stellantis, Volkswagen e Renault sono d’accordo sull’importanza di concentrarsi sull’Europa dei Ventisette e sui costruttori che progettano, sviluppano e utilizzano componenti fabbricati da fornitori europei”, ha spiegato Filosa.

Stellantis Pro One

Il manager ha ricordato che circa l’86% delle vetture Stellantis vendute in Europa viene prodotto nel continente, mentre gran parte del lavoro di progettazione viene svolto nei centri tecnici europei del gruppo.

La richiesta arriva mentre Bruxelles sta rivedendo diversi aspetti della politica automobilistica europea e mentre i costruttori chiedono regole più aderenti all’andamento reale delle vendite. Nel caso dei veicoli commerciali, Stellantis teme soprattutto che il mercato possa essere costretto a correre più velocemente di quanto aziende e professionisti siano oggi disposti a fare.

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