Il mondo auto ha costruito un’intera retorica attorno all’inaffidabilità dei Jeep. Da una parte all’altra dell’Atlantico si citano cablaggi capricciosi, sospensioni che cedono troppo presto, spie del motore in pieno stile albero di Natale. Una reputazione non del tutto immeritata. Eppure, esistono Grand Cherokee, Cherokee XJ e persino Wrangler che hanno (anche di molto) superato 800.000 chilometri di percorrenza in condizioni che molte berlinе tedesche non potrebbero nemmeno immaginare.
Il caso più documentato viene dal gruppo Facebook Mileage Impossible. Un Grand Cherokee 4.0 del 2004, il sei cilindri in linea da 195 cavalli che ha costruito la leggenda meccanica del marchio, ha raggiunto 1,29 milioni di chilometri originali con motore e cambio automatico a quattro marce ancora quelli di fabbrica. Il secondo proprietario, che lo guida da sei anni insieme alla moglie, giura di non aver fatto nulla di straordinario: cambi olio regolari, candele e bobine d’accensione.
Nello stesso gruppo compare un Grand Cherokee con il V8 da 4.7 litri e 210 cavalli, configurazione storicamente penalizzata dai consumi, non certo sinonimo di longevità. La proprietaria ha pubblicato aggiornamenti periodici fino a segnalare 1,11 milioni di chilometri. Il motore è stato ricostruito 300mila chilometri prima, ma il resto è originale, senza ruggine e con ogni optional funzionante. Un cervo che ha distrutto radiatore, pompa dell’acqua e gruppo ottico sinistro avrebbe potuto porre fine alla storia, e invece eccoci qui.
Gli XJ Cherokee sembrano però il vero habitat naturale delle alte percorrenze. Daniel Efrain Arguelles, imprenditore edile di Miami, ha comprato il suo 2000 Cherokee 4.0 nuovo da concessionaria e lo ha usato duramente. Trasmissione rifatta sotto garanzia a 100.000 miglia, motore ricostruito a 740.000 chilometri, cambio di nuovo a 900.000. Olio sintetico, sempre.
Nel 2011, Jeep stessa aveva celebrato Jan Richey e il suo Cherokee Pioneer del 1988 arrivato a 985.000 chilometri con il propulsore originale internamente intatto. Poi c’è Dan Eicher, con il suo Wrangler YJ del 1987 portato a 860.000 chilometri anche come rock crawler. Tre trasmissioni, tre serie di balestre, un motore da 4.2 litri sostituito a 660.000 km. È la prova che un Jeep non si abbandona, si cura.



