Le auto sportive hanno un fascino speciale, soprattutto quelle col “cavallino rampante” sul cofano. Di questa famiglia sono le protagoniste del video pubblicato su YouTube, nelle scorse ore, da “The Tokyo Afterglow”. Si tratta delle Ferrari 812 Superfast e 296 GTS.
Molto diverse fra loro, ma unite dal DNA della casa di Maranello, le creature in esame sanno entrare nel cuore degli appassionati, dalla porta principale. Per comporre il filmato, sono state messe a confronto sulla stessa strada e nello stesso giorno, per valutarne le differenza caratteriali.
Ovviamente le percezioni che ne discendono sono di matrice strettamente personale, ma possono rappresentare una base di analisi da cui partire per dire la propria. Sarebbe interessante, in tal senso, conoscere la vostra opinione.
Come dicevamo, pur essendo entrambe delle Ferrari, la 812 Superfast e la 296 GTS hanno personalità completamente diverse. Lo si capisce già dall’estetica, dall’architettura meccanica e dalla disposizione del motore.
Teatro del confronto fra queste supercar sono state diverse arterie stradali, per pesare le doti della coppia di mezzi in scenari mutevoli. Come riferisce la didascalia del video, per rendere il test il più coerente possibile, sono stati scelti la stessa posizione della camera, le stesse impostazioni e gli stessi setup dei microfoni. Prima di passare la parola al video, facciamo un breve ripasso delle caratteristiche principali delle due “rosse” coinvolte.
Ferrari 812 Superfast
Questa vettura, ora rimpiazzata dalla 12Cilindri, ha rappresentato al meglio l’alto di gamma fra i prodotti di serie non limited della casa di Maranello. La sua impostazione è quanto di più classico per il marchio emiliano: motore V12 aspirato disposto anteriormente, trazione posteriore. Qui il profumo di gioielli del passato come la 365 GTB/4 Daytona si sente tutto.
L’unità propulsiva, da 6.5 litri di cilindrata, mette sul piatto la bellezza di 800 cavalli, a 8500 giri al minuto. Ai suoi tempi era una potenza massima di riferimento. Pure oggi lascia a bocca aperta, soprattutto per il modo viscerale in cui si manifesta. Qui si viene catapultati in avanti con grinta formidabile e con una progressione senza fine, accompagnata da musicalità meccaniche inebrianti.
Di riferimento, al debutto, le metriche prestazionali, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi e una punta velocistica di oltre 340 km/h. Per completare un giro della pista di Fiorano, la Ferrari 812 Superfast impiega 1’21″50. Siamo sugli stessi livelli della ben più specialistica 488 Pista, ma in un quadro di comfort superiore. Credo non occorra aggiungere altro sulla sua tempra.
Lo stile della carrozzeria porta la firma di Flavio Manzoni, ma il risultato è meno fluido della F12berlinetta, di cui è l’evoluzione. Rispetto alla progenitrice è meno armonica e scorrevole, ma più aggressiva. Grande l’attenzione prestata al tema aerodinamico, per ottenere congrui livelli di deportanza senza sporcare le linee del modello. L’elettronica è all’avanguardia. Fra le caratteristiche della Ferrari 812 Superfast si segnala il “Passo Corto Virtuale”, che garantisce dinamiche ottimali con un sistema di sterzata sulle quattro ruote.
Ferrari 296 GTS
Declina in versione aperta l’omonima coupé e si differenzia da questa per il tetto metallico retrattile. Rispetto alle progenitrici (458, 488, F8) la Ferrari 296 GTS segna uno stacco nelle architetture tecniche ed estetiche della parte superiore per l’arco sul lunotto, la finestra sul motore e le nervature dorsali. Ovviamente anche il resto del corpo grafico si concede alla vista con una fisionomia diversa.
Incredibili le emozioni en plein air, generosamente elargite una volta guadagnata la configurazione aperta. Questa ha un costo in termini di peso, con riflessi sulle performance, ma lo scarto rispetto alla sorella chiusa è quasi irrilevante. Si nota solo in pista, mentre nella guida sulle strade di tutti i giorni non emerge quasi per niente.
L’energia dinamica della Ferrari 296 GTS giunge da un powertrain ibrido, il cui fulcro è il motore V6 biturbo da 3.0 litri di cilindrata, con angolo di 120° fra le bancate, per ottimizzare la distribuzione dei pesi. A questo cuore endotermico è accoppiata la componente elettrica, per una potenza massima di sistema di 830 cavalli a 8000 giri al minuto.
Sul piano delle performance dinamiche si è molto avanti rispetto alla già incredibile eccellenza della F8 Tributo, ma la rinuncia all’8 cilindri in favore di un 6 cilindri ha deluso qualcuno. Le sonorità meccanche, però, sono migliori e somigliano a quelle delle “rosse” V12.
L’energia dinamica giunge al suolo mediante un cambio a doppia frizione, con otto rapporti, che transitano fra loro alla velocità della luce. Incredibili le metriche prestazionali, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi e da 0 a 200 km/h in soli 7.6 secondi. La velocistà massima si fissa a quota 330 km/h. Per completare un giro della pista di Fiorano la Ferrari 296 GTS impiega appena 1’21″80. Se i numeri sono spaventosi, ancora di più lo sono gli aspetti sensoriali.


