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La Ferrari F40 comprata nuova dal mitico Lee Iacocca torna in vendita

Una Ferrari F40 del 1991, acquistata nuova dal leggendario Lee Iacocca, sarà battuta all’asta da RM Sotheby’s a Monterey il 15 agosto. Con appena 320 miglia percorse, nessun prezzo di riserva e una stima tra 4 e 5 milioni di dollari, l’esemplare è tra i più appetibili per i collezionisti di supercar Ferrari.

Ferrari F40
Foto da profilo Facebook RM Sotheby's

Una Ferrari F40 del 1991 sarà battuta all’asta dagli specialisti di RM Sotheby’s nella sessione di vendita di Monterey, in programma per sabato 15 agosto. Ogni vettura di questa specie è qualcosa di straordinario, ma ci sono esemplari ancora più appetibili sul piano collezionistico. È il caso di quello messo in catalogo.

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A fare la differenza è il nome del primo proprietario: il leggendario Lee Iacocca, uno dei manager più importanti del comparto automobilistico. A lui si legano la nascita della Ford Mustang e il risveglio di Chrysler, quando le finanze del marchio americano erano messe male.

L’auto di cui ci stiamo occupando è la 94ª Ferrari F40 tra le 213 destinate al mercato statunitense. Al suo attivo sole 320 miglia (circa 513 chilometri): un ulteriore elemento per spingere ancora più in alto le stime della viglia, che danzano in un range da 4.000.000 a 5.000.000 di dollari, pari col cambio odierno a 3.450.000 e 4.350.000 euro.

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L’auto sarà offerta senza un prezzo di riserva, ma è verosimile che le quotazioni saranno rispettate. Completata a dicembre 1990, questa vettura è stata preservata con tutte le attenzioni da una breve catena di proprietari privati. In tempi recenti ha ottenuto un servizio importante presso la concessionaria del “cavallino rampante” di Newport Beach.

Negli ultimi 14 anni la Ferrari F40 in esame è stata sempre nello stesso garage. Ora il fortunato owner ha deciso di separarsene, per la gioia del futuro acquirente, che potrà giovarsi della magia della supercar più iconica di sempre. La “rossa” in vendita, la cui costruzione è iniziata nell’ottobre del 1990, è stata configurata con strumentazione in miglia e catalizzatori, ed è equipaggiata con sospensioni non regolabili.

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Per i collezionisti alla ricerca di un esemplare di riferimento con basso chilometraggio tra le hypercar delle “Big 6” Ferrari, difficilmente si potrebbe trovare un’opportunità migliore di questa entusiasmante F40. L’esemplare unisce il legame con un grande personaggio dell’automobilismo ad una percorrenza straordinariamente bassa.

Enzo Ferrari diceva: “Dite a un bambino di disegnare un’auto. La farà rossa”. Dopo la nascita della Ferrari F40, si potrebbe dire: “La disegnerà rossa, con le prese d’aria Naca e con l’alettone”. Ma questa regina delle supercar non è un sogno solo per i più piccoli. Anzi, è il “giocattolo” più desiderato dagli adulti. Non esiste persona al mondo che non vorrebbe un esemplare della specie in garage.

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Qui c’è il sogno automobilistico tradotto in materia. Le sue linee, disegnate da Pietro Camardella per Pininfarina, sono di uno splendore unico e irripetibile. Sublime il suo carisma. Non esistono parole per esprimere compiutamente il suo fascino. Ne sono letteralmente innamorato. Per me è l’auto sportiva più seducente di sempre. Nessun’altra, fra quelle nate prima e dopo di lei, è riuscita a coinvolgermi con la stessa intensità. Succede anche a tanta altra gente.

Perfetto il dialogo fra gli elementi ingegneristici e funzionali, grazie all’unica mente pensante dietro il progetto: quella di Nicola Materazzi, che fece di ogni dettaglio una nota di una composizione sublime, dove tutto dialoga alla perfezione col resto. Nata come erede della GTO, la Ferrari F40 è stata l’ultima “rossa” a prendere vita quando Enzo Ferrari era ancora in vita. Per questo può essere vista come il suo testamento spirituale.

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Nel nome del modello viene messo in risalto il tributo al quarantesimo anniversario della casa di Maranello. Sotto la carrozzeria, in posizione posteriore, libera la sua energia un motore V8 biturbo da 2.9 litri, in grado di erogare la bellezza di 478 cavalli a 7.000 giri al minuto, con una coppia massima di 58,8 kgm a 4.000 giri al minuto, su un peso di 1.100 chilogrammi. Travolgente l’effetto di ogni colpo sul pedale dell’acceleratore.

Fonte | RM Sotheby’s