Sabato 1 agosto 2026. James Brasher si presenta al lavoro come sempre. Purtroppo, amaramente, non farà ritorno. Brasher aveva 57 anni e oltre trent’anni di servizio nell’UAW, sezione locale 1248. Stava lavorando allo stabilimento Stellantis di Center Line, in Michigan, un edificio che ospitava gli uffici amministrativi della Mopar, in via di dismissione. Il compito era sgomberare le attrezzature vecchie prima della chiusura definitiva del sito, un’operazioni di routine.
La dinamica dell’incidente è terribile. Brasher si trovava al secondo piano e stava rimuovendo materiali dismessi, gettandoli attraverso un’apertura verso un container a livello del suolo. A un certo punto, è caduto lui stesso attraverso quell’apertura. Sette metri e mezzo di caduta che si è rivelata fatale. Indossava un’imbracatura di sicurezza che però non era collegata a niente.
Questo il dettaglio che pesa più di tutto. Paul Myszenski, direttore della sicurezza pubblica di Center Line, ha confermato ai media locali che l’imbracatura c’era, ma il cordino che avrebbe dovuto trattenerlo in caso di perdita di equilibrio non era agganciato. Un dispositivo di protezione ridotto a equipaggiamento decorativo. Gli investigatori dovranno stabilire come fosse stata messa in sicurezza l’apertura, e chi, e come, avesse autorizzato le operazioni in quelle condizioni. MIOSHA, le autorità locali, Stellantis e l’UAW hanno avviato indagini parallele. I risultati definitivi non ci sono ancora.
Quello che c’è, invece, è un conteggio doloroso. La morte di Brasher è il terzo incidente mortale che coinvolge un dipendente Stellantis negli Stati Uniti dal 2024. Nell’agosto di quell’anno, Antonio Gaston, 53 anni, fu trascinato e schiacciato dai componenti del sistema di trasporto telai nella fabbrica Jeep di Toledo, quella che produce il Gladiator.
L’OSHA federale, allora, accertò l’assenza di protezioni adeguate contro gli schiacciamenti e irrogò una sanzione per violazione grave. Stellantis fece ricorso. Ad aprile 2025 toccò a Ronald Adams Sr., 63 anni, schiacciato da un componente automatizzato durante la manutenzione nello stabilimento motori di Dundee.
Tre morti in meno di due anni, tre contesti diversi, ma un filo comune: sistemi di sicurezza che non bastano o non vengono applicati. Stellantis ha espresso le condoglianze alla famiglia e promesso piena collaborazione con le autorità, è la terza volta che lo fa.


