Un bel video di taglio cinematografico, firmato Classic Driver, mostra un’Alfa Romeo Montreal impegnata in un giro notturno di Zurigo (Svizzera). L’auto, anche se standard sul piano estetico, custodisce delle modifiche modernizzanti sotto la pelle.
Possiamo parlare di un restomod, focalizzato sugli aspetti tecnici, che rende l’auto quasi in linea con il carattere di una supercar del XXI secolo. L’incredibile programma di restauro e aggiornamento si è protratto per tre anni e mezzo ed ha richiesto 1.300 ore di lavoro.
Adesso l’auto è in vendita dal salonista svizzero Andreas Wuest, che ha voluto questo risultato. L’Alfa Romeo Montreal destinata a passare di mano è del 1972. Il tuning porta la firma di OKTech, che ha dato fondo alle sue competenze per ottenere il frutto migliore.
Bello il colore oro metallizzato scelto per la carrozzeria. Il modello promette prestazioni pure e raffinate, che sembrano composte al minimo come a 9.000 giri al minuto. Ad accompagnare l’azione ci pensa una colonna sonora strepitosa. Il motore è stato portato a 3.25 litri: ciò ha comportato sforzi ingegneristici non indifferenti.
Ogni componente del motore e della trasmissione è stato alleggerito e bilanciato in modo maniacale. Ne deriva una risposta al comando dell’acceleratore rapidissima, che ricorda quella di una superbike. Qui c’è l’anima da corsa del “biscione“, ritrovata nel suo candore. Complimenti.
Anche se non muovo alcun appunto sulla scelta del proprietario, che ha deciso di modernizzare il suo esemplare, preferisco l’Alfa Romeo Montreal nella veste istituzionale: quella delle origini, con i suoi pregi e i suoi difetti. Questa sportiva del “biscione” conquista con il carisma del suo stile, che ne ha fatto un’icona, destinata all’eternità. Al top anche il motore.
Un’anteprima del modello, come concept car, prese forma durante l’Esposizione Universale di Montreal del 1967, con l’intento di rappresentare il sogno automobilistico nella massima purezza. Sicuramente l’obiettivo fu centrato sul piano estetico, grazie alle splendide linee tracciate da Marcello Gandini, capace di liberare il suo migliore talento per la nuova opera della casa milanese.
Il celebre designer si occupò anche della definizione dello stile interno, altrettanto riuscito. Visto il successo raccolto dalla concept car, i vertici aziendali decisero di lanciare anche una versione di serie del modello, il cui debutto in società avvenne al Salone dell’Auto di Ginevra nel 1970.
La modernità visiva, nei tre anni passati dalla prima uscita, non aveva fatto perdere al modello nemmeno un grammo del suo fascino. Il progetto tecnico e ingegneristico fu curato da Satta Puliga e Busso.
Per alimentare le danze dell’Alfa Romeo Montreal fu scelto un motore V8 derivato dalla Tipo 33 da corsa, ma con cilindrata portata a 2.6 litri e potenza ridotta a 200 cavalli, per garantire i livelli di gestibilità e affidabilità di una vettura stradale.
Buona la tempra prestazionale, ben rappresentata da alcuni dati: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7 secondi netti e da 0 a 1000 metri in 27.5 secondi; velocità massima di 224 km/h. Purtroppo il comportamento dinamico e il piacere di guida non erano allineati al resto. La colpa? Del telaio, ritenuto ai suoi tempi sottotono rispetto al pacchetto. Questo deturpava l’esperienza dinamica, con un comportamento poco prevedibile e di non facile gestione.
I limiti dello chassis, insieme al prezzo di listino un po’ alto, spezzarono le velleità commerciali della coupé milanese, che mise a segno volumi di vendita inferiori alle aspettative. Il modello fu prodotto fino al 1977. Oggi l’interesse nei suoi confronti si è risvegliato, dopo una lunga fase di letargo.
L’Alfa Romeo Montreal nacque forse al momento sbagliato e con un approccio non olistico, che ha portato ai limiti già citati, ma oggi gli appassionati manifestano un interesse crescente nei suoi confronti. Tornando alla versione restomod, ecco a voi il video di Zurigo, firmato Classic Driver. Buona visione!
Fonte | Classic Driver e Andreas Wuest
