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Ferrari: si ai biocarburanti e due nuovi modelli entro fine anno

Ferrari conferma due nuovi modelli entro fine anno e valuta i biocarburanti, mentre ricavi, margini e ordini restano in forte crescita

Ferrari

Ferrari, dopo l’approdo sul mercato della Luce, ovvero la prima elettrica del Costruttore del Cavallino Rampante, apre a un set di novità molto interessanti che caratterizzeranno i mesi che verranno. Nell’occasione della conference call relativa ai risultati trimestrali del marchio, l’AD Benedetto Vigna ha fornito indicazioni interessanti sul futuro del costruttore anche in tema di prodotti che verranno.

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In accordo con quanto ammesso da Benedetto Vigna, saranno due gli altri due modelli a marchio Ferrari che vedranno la luce entro la fine di quest’anno. Di certo una fra queste dovrebbe essere la F80 Aperta, di cui in questi giorni si sono viste alcune immagini dei muletti di test utilizzati lungo le strade di Maranello. Della seconda novità è invece più complesso formulare ipotesi in questo momento. In ogni caso si è parlato anche della Ferrari Luce che ha già esaurito il target di vendite e produzione per il 2026, un ottimo riscontro dopo lunghe settimane di critiche.

In casa Ferrari i ricavi sono tornati a crescere

Dopo un primo trimestre di quest’anno non particolarmente entusiasmante, le voci del conto economico e del rendiconto finanziario di Ferrari sono tornate a risultare in crescita con tassi compresi fra il 7% e il 10%. Dati in netto contrasto con quelli dei primi tre mesi dell’anno che non avevano superato la soglia del 5%. In ripresa il riscontro in Medio Oriente sebbene il secondo trimestre dell’anno si sia chiuso con un calo del 3,7% delle consegne, pari a 3.366 Ferrari immatricolate, con l’Area EMEA che invece è cresciuta del 13% contro i dati in decrescita di America e Cina, rispettivamente del 21% e del 32,5%.

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Allo stesso tempo va detto che il calo delle immatricolazioni è stato assorbito grazie all’apporto di un miglioramento costante del mix di prodotto e del consistente contributo derivante dalle attività di personalizzazione. Sono cresciute le immatricolazioni di modelli come la 12Cilindri, anche in versione Spider, della Purosangue e della 296 Speciale; in crescita anche 849 Testarossa e Amalfi. Viene definito “in linea con i piani” l’incremento di immatricolazioni della F80 così come il calo, in accordo con la progressiva conclusione della produzione, di 296 GTS, SF90 XX e Roma Spider.

Sono cresciuti dell’11% i ricavi fino al valore di 1,94 miliardi di euro, complice l’apporto di personalizzazioni e di listini più ricchi che hanno anche contribuito ad annullare gli effetti negativi dei cambi di valuta. Bene il margine operativo lordo, che ha subito un incremento del 12% a 755 milioni di euro, così come l’utile operativo cresciuto del 16% fino a 605 milioni per un margine portato al 31,2% rispetto al 30,9% dello scorso anno. L’utile netto è cresciuto del 9% fino a 463 milioni di euro. Crescono anche i flussi di casa derivanti dalle attività industriali secondo un dato portato al 39% fino a 276 milioni di euro; a debito la posizione finanziaria netta per 131 milioni di euro. Ciò in virtù del pagamento di dividendi per 599 milioni di euro e del riacquisto di azioni proprie per 209 milioni di euro.

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Il ruolo dei biocarburanti potrebbe essere centrale

Vigna si è poi espresso sui biocarburanti. L’amministratore delegato di Ferrari, senza sbilanciarsi troppo, ha ammesso che il costruttore di Maranello ha già provate diverse tipologie di biocarburanti ammettendo che i propulsori continuano a girare perfettamente. Si comprende bene come Ferrari voglia tracciare altre strade nella lotta alle emissioni, con la necessità di continuare a puntare su unità endotermiche “tradizionali” che hanno fatto la storia e la fortuna del marchio. “Oggi abbiamo la gamma più completa nella storia di Ferrari e continuiamo a registrare una domanda sostenuta con un portafoglio ordini che copre interamente il 2027”, ha concluso Vigna.