Stellantis sembra aver avviato una profonda revisione delle attività che non appartengono direttamente al suo mestiere principale: progettare, produrre e vendere automobili. La cessione del car sharing Free2move alla società tedesca Mutares rappresenta soltanto l’ultimo passaggio di una strategia più ampia, destinata a liberare risorse e concentrare gli investimenti sui progetti considerati realmente redditizi.
Stellantis accelera la revisione degli asset non strategici: Symbio, Comau, Aramis e immobili potrebbero presto essere ceduti per fare cassa
L’operazione Free2move, che dovrebbe concludersi entro la fine del 2026 dopo le necessarie autorizzazioni, ha anche un forte valore simbolico. Soltanto quattro anni fa Stellantis aveva acquisito Share Now da BMW e Mercedes, presentando l’accordo come la base per costruire un protagonista globale della mobilità. Oggi quel progetto viene ceduto a un investitore specializzato nella ristrutturazione delle aziende.
Il processo era però cominciato molto prima. Nel gennaio 2025 Stellantis ha completato la vendita della maggioranza di Comau a One Equity Partners, mantenendo il 49,9 per cento. Pochi mesi dopo ha ceduto a Tofaş l’intera attività commerciale turca per 584 milioni di euro. Nel marzo 2026 è uscita anche dalla joint venture canadese NextStar Energy, cedendo a LG Energy Solution la propria quota del 49 per cento.

Il prossimo nome potrebbe essere Symbio. La società specializzata nelle celle a combustibile è partecipata in parti uguali da Stellantis, Michelin e Forvia. Dopo l’abbandono del programma dedicato ai veicoli commerciali a idrogeno e lo stop alla produzione prevista negli stabilimenti di Hordain e Gliwice, la quota del gruppo automobilistico è stata classificata tra gli asset destinati alla vendita. Il suo valore contabile è già stato azzerato.
Anche la partecipazione residua in Comau appare potenzialmente cedibile. Stellantis continua ad aver bisogno di robot, automazione e sistemi industriali avanzati, ma può acquistarli come cliente senza essere necessariamente azionista della società. Un’uscita completa consentirebbe inoltre di trasformare la quota ancora posseduta in nuova liquidità.
Più complesso il caso di Aramis Group, piattaforma europea per la vendita e il ricondizionamento delle auto usate. Stellantis controlla il 60,54 per cento di una società quotata, presente in sei Paesi e capace di generare nel 2025 ricavi per circa 2,38 miliardi di euro. Una riduzione graduale della partecipazione sarebbe tecnicamente semplice, anche se Aramis continua a svolgere un ruolo importante nella gestione delle vetture provenienti da leasing, noleggio e permute.

Sotto osservazione potrebbero finire anche alcuni showroom e immobili di Stellantis &You. La vendita delle strutture a gruppi di concessionari locali permetterebbe al costruttore di mantenere assistenza e distribuzione, riducendo però i costi legati alla proprietà degli edifici.
Resta infine Automotive Cells Company, partecipata da Stellantis, Mercedes-Benz e Saft. Il valore dell’investimento è stato svalutato, ma le batterie europee rimangono strategiche. Qualunque eventuale operazione dovrebbe quindi garantire continuità nelle forniture, soprattutto mentre il piano FaSTLAne 2030 punta a risparmi strutturali per 6 miliardi di euro annui dal 2028.
