La Carrozzeria Touring nacque a Milano, su iniziativa di Felice Bianchi Anderloni e Gaetano Ponzoni, insieme a Vittorio Ascari, nel lontano 25 marzo del 1926. Siamo quindi arrivati all’appuntamento con il centesimo compleanno: una ricorrenza anagrafica importante, che merita di essere festeggiata con tutti gli onori.
Il celebre atelier lombardo ha vestito auto iconiche di marchi nobili come Ferrari, Alfa Romeo e Maserati, ma il campionario è più vasto. Fra gli elementi distintivi di questa azienda, oltre all’eleganza dei design proposti, anche il metodo costruttivo “Superleggera“, lanciato nel 1936.
Parliamo di una tecnica rivoluzionaria per il suo tempo, coperta da brevetto, che univa i pannelli in alluminio del “corpo” a un leggero telaio in acciaio tubolare. Quest’ultimo fungeva da struttura di supporto e si legava agli elementi della carrozzeria tramite una sottile intelaiatura saldata. Il risultato? Una buona robustezza, una grande leggerezza e un alto margine di versatilità, che dava più spazio anche a variopinti slanci creativi.
Possiamo distinguere la vita della Carrozzeria Touring in due fasi: l’era storica (1926-1966) e quella moderna (post 2006), che ha fatto riprendere operatività al marchio, con design su commissione, restauri, veicoli su misura e concept car. Il mantra non è mai cambiato e resta quello di sempre: “Il peso è il nemico, la resistenza all’aria l’ostacolo”.
L’attività iniziale dell’atelier lombardo si concentrò sugli chassis nudi, ma con meccanica funzionante, forniti all’epoca dalle case automobilistiche ai clienti, desiderosi di avere una vettura intonata ai propri gusti. Cosa che poteva materializzarsi rivolgendosi ai maestri carrozzieri del tempo, in grado di vestire la base strutturale con alchimie metalliche spesso di sublime seduzione estetica. La Carrozzeria Touring era fra le più gettonate, per la classe, la finezza stilistica e la qualità costruttiva delle sue opere.
I primi frutti di questa azienda furono gli abiti regalati ad alcuni modelli Alfa Romeo e Isotta Fraschini. Queste opere bastarono a regalarle grande notorietà, al punto che nel 1929 giunse un incarico importante: quello di vestire tre telai della Citroën AC6 Lictoria Sex per un paio di clienti davvero speciali: la regina Elena e Papa Pio XI. Alfa Romeo, però, divenne il pilastro del lavoro. Tante le auto da sogno nate da questa partnership, specie su base 6C e 8C.
Ancora oggi i capolavori del “biscione” firmati dalla Carrozzeria Touring hanno un rapporto inebriante con il cuore dei collezionisti e degli appassionati, ma anche della gente comune, ammaliata dalla magia espressa da queste opere d’arte a quattro ruote. Pure alcuni chassis Lancia e Fiat furono allestiti dal laboratorio di bellezza milanese, ottenendo risultati di particolare pregio.
Di particolare valore il rapporto con Enzo Ferrari. La partnership prese forma con la Auto Avio Costruzioni 815, disegnata dalla Carrozzeria Touring per il Commendatore, prima che il grande uomo modenese iniziasse ad utilizzare il proprio nome su un’auto. Le 166 MM e Inter, che diedero un’impronta stilistica di rilievo alle opere iniziali del “cavallino rampante”, sigillarono storicamente quell’intesa.
Questa ebbe felici riflessi dai risultati raccolti in gara, come quello alla 24 Ore di Le Mans messo a segno nel 1949. Il modello primo al traguardo della Sarthe? La già citata Ferrari 166 MM, senza tetto, carrozzata da Touring. In tale veste la vettura venne battezzata “barchetta” da Gianni Agnelli, per le sue forme simili a quelle di una piccola imbarcazione rovesciata.
L’Avvocato volle una di quelle vetture nel suo garage, con un allestimento personalizzato: verniciatura bicolore e interni in pelle di colore chiaro. Con la casa di Maranello si aprì un capitolo nuovo e luminoso per la Carrozzeria Touring, che oggi continua ad esprimere il suo stile e il suo savoir faire con delle realizzazioni uniche o molto speciali.
