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Stellantis, Appendino chiede chiarezza: “Piano Italia mai attuato”

Chiara Appendino attacca Stellantis e il governo sul futuro dell’automotive italiano, denunciando la mancata discontinuità del nuovo ad e il fallimento del Piano Italia. La deputata M5S critica le promesse sulla produzione di un milione di auto, oggi ferma a circa 300.000 veicoli, e chiede un’operazione verità, più sostegni al settore e interventi su energia e fondo Automotive.

Chiara Appendino

Chiara Appendino alza il tono dello scontro su Stellantis e sul futuro dell’automotive italiano. Intervenendo durante l’audizione in Commissione dei sindacati sul gruppo automobilistico, la deputata del Movimento 5 Stelle ha espresso forte preoccupazione per la situazione degli stabilimenti italiani e per le prospettive industriali del Paese.

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Appendino accusa Stellantis di non aver attuato il Piano Italia e chiede una verità su produzione, stabilimenti e ruolo del governo

Secondo Appendino, l’arrivo del nuovo Amministratore Delegato di Stellantis Antonio Filosa non avrebbe segnato quella discontinuità che molti si aspettavano. Al contrario, la parlamentare parla di una linea “in perfetta continuità rispetto alla gestione precedente”, chiedendo un cambio netto nei rapporti tra governo, azienda e territori coinvolti.

Il nodo centrale resta la produzione in Italia. Appendino ha puntato il dito contro le promesse non mantenute e contro quello che definisce un racconto ormai smentito dai numeri. In particolare, ha richiamato il tema del cosiddetto Piano Italia, che a suo giudizio non sarebbe mai stato realmente attuato, e ha criticato le previsioni rilanciate in passato dal ministro Adolfo Urso sul milione di auto prodotte nel Paese.

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Per la deputata M5S, il confronto con la realtà è impietoso: oggi la produzione sarebbe ferma attorno a 300.000 veicoli, una cifra giudicata “drammaticamente poca” per garantire prospettive solide agli stabilimenti italiani. Da qui la richiesta di una “operazione verità” sulle dichiarazioni dell’azienda e sulle responsabilità del governo.

Appendino ha attaccato anche l’approccio dell’esecutivo, accusando il ministro Urso di aver mantenuto finora un atteggiamento troppo debole nei confronti di Stellantis. Una linea che, secondo la parlamentare, avrebbe prodotto solo conseguenze negative per il settore.

Tra le misure invocate ci sono la revisione degli strumenti del fondo Automotive, definito “assurdamente tagliato”, il suo trasferimento a Palazzo Chigi e interventi concreti sul costo dell’energia.

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Per Appendino, l’audizione dell’amministratore delegato Antonio Filosa deve essere letta come un segnale d’allarme: governo e azienda, ha concluso, vanno tenuti “con il fiato sul collo”.