L’Alfa Romeo 33 ha avvicinato molti clienti al marchio del “biscione” ed è ricordata con nostalgia da alcuni di loro. Oggi suscita un certo interesse fra le youngtimer più attempate. L’auto in esame fu prodotta a partire dal 1983, in due serie diverse, con un restyling intermedio.
Il sipario sul modello si abbassò nel 1995, dopo la vendita di circa un milione di esemplari, fra berlina e giardinetta. Quasi il 90% del consenso commerciale andò alla prima delle due. Entrambe presero forma nel sito aziendale di Pomigliano d’Arco.
Nata per prendere il posto dell’Alfasud, l’Alfa Romeo 33 ne mutuava il pianale e il motore boxer. Il look aveva un’impronta tutta sua. Fu il frutto del genio creativo di Ermanno Cressoni, che scelse forme squadrate, per dare all’abito un tocco di inconfondibile personalità, oltre che di grande dinamismo ottico, specie nella vista laterale e in quelle di 3/4.
La prima serie sbocciò nel 1983. Qualche tempo dopo, precisamente nell’autunno del 1986, fu lanciata sua versione restyling, di cui ci occupiamo nel nostro articolo. In questa configurazione si appresta a compiere il quarantesimo compleanno. Parliamo di una ricorrenza anagrafica importante, che merita di essere celebrata, almeno a livello di memoria storica.

Nella veste in esame l’Alfa Romeo 33 rimase in listino fino al 1989. Gli interventi estetici furono molto limitati, rendendo la parola maquillage più adatta a definirne la natura. Fra gli aggiornamenti spiccavano la diversa calandra e il nuovo scudetto, ma anche l’inedito trattamento cromatico degli indicatori di direzione, sia davanti che dietro.
Anche i paraurti furono rivisti. Le minigonne, appena accennate, entrarono nel corredo di tutte le versioni della gamma. Molto più corpose le modifiche apportate agli interni. Sull’Alfa Romeo 33 prima serie restyling l’abitacolo guadagnò un aspetto completamente diverso e, soprattutto, più gradevole e coerente come taglio espressivo.
Nel suo ciclo di vita, questo step evolutivo del modello fu offerto a 2 e 4 ruote motrici e con varie opzioni propulsive. Il ventaglio dei motori spaziava dall’unità da 1.3 litri a quelle da 1.5 litri e 1.7 litri, con diversi livelli di potenza, fino alla vetta di 114 cavalli, messa a segno dalla versione più performante: la Quadrifoglio Verde. Tutti questi cuori a benzina erano a 4 cilindri boxer.
In listino fu introdotta anche una versione 1.8 Turbodiesel, by VM Motori, a 3 cilindri in linea, da 72 cavalli. Nel cammino commerciale dell’Alfa Romeo 33 prima serie restyling non mancarono delle serie speciali, come la Silver da 79 cavalli, prodotta in soli 1.700 esemplari.
Anche qui le sonorità meccaniche avevano un timbro specifico e molto particolare, che sapeva entrare nel cuore degli amanti del “biscione“. Buona la progressione, in rapporto alla cilindrata. La cosa non stupisce, vista la lodevole tradizione motoristica di Alfa Romeo.
Fonte | Stellantis
