La DS 4 non ha mai saputo bene cosa volesse fare da grande. Troppo alta per una berlina, troppo bassa per un SUV, perennemente in bilico tra due categorie. Il restyling del 2025, che le ha cambiato il nome in DS N°4 e ha eliminato la variante Cross, ha messo un po’ d’ordine. Ma la vera svolta arriverà nel 2029, quando la prossima generazione deciderà finalmente da che parte stare, scegliendo il mondo dei SUV compatti.
DS Automobiles non ha nessuna intenzione di sfornare l’ennesimo crossover alto e boxy come tutti gli altri. Sotto la guida del designer Thierry Métroz, il nuovo DS N°4 punterà su una silhouette aerodinamica, una formula intermedia, dettata dalla fisica prima ancora che dall’estetica, pensata per massimizzare l’autonomia senza sovraccaricare il pacco batterie. Le dimensioni si collocheranno tra i 4,40 m dell’attuale N°4 e i 4,66 m del DS N°7, uno spazio pensato non per batterie enormi.

A rendere tutto questo possibile sarà la piattaforma STLA One, che debutterà nell’estate del 2027 con la Peugeot e-208 e verrà adottata anche dalla prossima 308. Tecnologia a 800V, architettura cell-to-pack, profilo del pianale più sottile rispetto alle piattaforme precedenti: quel che è certo è che i progettisti non dovranno più “gonfiare” la carrozzeria per nascondere la batteria. Il DS N°4 del 2029 condividerà questa base con un SUV compatto Alfa Romeo, già mostrato agli investitori nel piano Stellantis Fastlane 2030.
Sul piano del design, niente neo-retrò spinto. Ma qualche richiamo alla Citroën DS del 1955 ci sarà: un cofano bombato e inclinato per ridurre la resistenza aerodinamica, e dettagli sottili che evocano l’iconografia della DS originale senza trasformare l’auto in un esercizio di nostalgia.

Nel frattempo, nel segmento inferiore, il DS N°3 del 2028 tornerà a linee più curve e morbide, invertendo la rotta del resto della gamma. DS, così, prova a raccontarsi con voci diverse a seconda del modello.
