in

Mirafiori, più stop che certezze: la 500 Ibrida non basta a salvare Torino

Mirafiori torna al centro della crisi industriale di Torino: la Fiat 500 Ibrida non basta a rilanciare lo stabilimento, dove i volumi restano lontani dagli obiettivi annunciati da Stellantis. Tra nuovi stop produttivi e chiusure programmate, la Fiom Piemonte prepara un presidio sotto la Regione per chiedere investimenti, nuovi modelli e risposte sul futuro dell’industria locale.

Stellantis Mirafiori

Mirafiori torna a essere il simbolo di una crisi industriale che Torino non riesce più a nascondere. La produzione rallenta, le prospettive restano fragili e la Fiat 500 Ibrida, presentata come uno degli elementi chiave per il rilancio dello stabilimento, non sembra sufficiente a invertire la rotta. Almeno non con questi numeri.

Advertisement

Mirafiori rallenta tra nuovi stop e volumi deboli: la 500 Ibrida non basta a rilanciare lo stabilimento,

La tensione è tornata a salire dopo le ultime conferme arrivate da Stellantis. I volumi produttivi indicati finora parlano di circa 15 mila vetture in tre mesi: un passo che, se mantenuto, porterebbe a una produzione annua lontana dalle 100 mila unità annunciate nei mesi scorsi. Più realisticamente, si potrebbe arrivare intorno a quota 70 mila. Troppo poco per chi sperava in una vera ripartenza dello storico sito torinese.

A rendere il clima ancora più pesante ci sono gli stop programmati. Dopo la pausa legata al ponte del 2 giugno, Mirafiori ha registrato un nuovo fermo produttivo, ufficialmente motivato dall’esigenza di adeguare la produzione alla domanda del mercato. Sono poi previste ulteriori chiusure il 24, 25 e 26 giugno, in coincidenza con la Festa di San Giovanni, oltre a una fermata estiva di tre settimane ad agosto, che potrebbe persino allungarsi all’intero mese. Alle Carrozzerie, inoltre, il sabato non si lavora, diversamente da quanto inizialmente prospettato.

Advertisement

In questo scenario, la Fiom Piemonte ha deciso di riportare la protesta davanti alle istituzioni. Non in una piazza qualsiasi, ma sotto il grattacielo della Regione Piemonte, con un presidio fissato per lunedì 15 giugno dalle 9.30, con ritrovo alla fermata Bengasi della metropolitana.

Senza industria, Torino e il Piemonte rischiano un declino economico profondo. La richiesta è politica e industriale insieme. Servono risposte su nuovi modelli, nuove linee produttive e investimenti capaci di dare continuità al lavoro.

Per i delegati di Mirafiori, il punto è evitare che un intero territorio perda il suo baricentro produttivo. Perché la 500 Ibrida può aiutare, ma da sola non può reggere il peso di una storia industriale lunga decenni.