Stellantis, almeno per ora, non sembra voler portare in Europa le partnership appena annunciate con Jaguar Land Rover e Tata Motors. A chiarirlo è stato Emanuele Cappellano, responsabile del gruppo per l’Europa, durante una conferenza stampa a Torino dedicata al piano aziendale presentato nei giorni scorsi.
Stellantis: la partnership con JLR e Tata non arriverà in Europa: Cappellano spiega la strategia e apre invece allo scenario Dongfeng
Le intese con JLR e Tata rientrano nella nuova strategia di lungo periodo del gruppo. La prima riguarda il mercato statunitense, la seconda l’India. Proprio per questo, negli ultimi giorni, alcuni analisti avevano ipotizzato che questi accordi potessero avere ricadute anche sul mercato europeo, soprattutto mentre Stellantis valuta diverse soluzioni per i futuri modelli di grandi dimensioni.
Cappellano, però, ha raffreddato le aspettative. «Non abbiamo pensato di sviluppare queste joint venture per gli Stati Uniti e l’India con l’Europa in mente», ha spiegato. Una frase che non chiude del tutto la porta, ma ridimensiona il tema. «Se ci fosse qualche vantaggio, ad esempio un’opportunità di prodotto, potremmo prenderlo in considerazione, ma al momento non è la nostra priorità».
Il dossier resta comunque importante. Stellantis sta valutando come sostenere i futuri modelli di grandi dimensioni di Alfa Romeo, sia con soluzioni interne sia attraverso possibili collaborazioni. Il Biscione prevede due nuovi modelli di medie dimensioni entro il 2030, mentre per le nuove Giulia e Stelvio non ci sono ancora date ufficiali definitive.
Nel frattempo, si apre un altro scenario. Cappellano ha confermato che il gruppo sta valutando la possibilità di commercializzare in Europa un modello Jeep di nicchia, a bassa tiratura, prodotto in Cina con Dongfeng. Proprio con Dongfeng, Stellantis ha firmato un accordo da 1,2 miliardi di dollari per produrre in Cina veicoli Peugeot e Jeep destinati sia al mercato locale sia all’export.

È quindi la cooperazione con Dongfeng, più che quelle con JLR e Tata, a poter avere effetti più diretti sull’Europa. Una linea che si aggiunge alla partnership con Leapmotor e racconta una strategia sempre più selettiva: collaborare dove serve, senza importare automaticamente in Europa accordi nati per altri mercati.
