Torino torna a interrogarsi sul proprio futuro industriale alla vigilia della presentazione del nuovo piano Stellantis, atteso il 21 maggio a Detroit. La Fiom ha scelto due luoghi simbolo della storia automobilistica cittadina per lanciare un messaggio diretto al gruppo: davanti al Museo dell’Auto e alla Porta 5 di Mirafiori sono comparsi striscioni con la scritta “produciamo auto, non parole”.
Stellantis: a Mirafiori compaiono gli striscioni della Fiom che chiede certezze
La protesta punta a riportare al centro il tema produttivo. Per il sindacato, Torino non può accontentarsi di annunci generici o di un singolo nuovo modello: servono una nuova linea, volumi certi e una prospettiva industriale capace di garantire lavoro e continuità allo stabilimento. Secondo quanto riportato dalla Fiom, il piano Stellantis potrebbe prevedere “una nuova linea produttiva per Torino”, ma la richiesta è che vengano chiariti tempi, modelli, occupazione e ruolo futuro di Mirafiori.
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Gianni Mannori, responsabile Fiom di Mirafiori. Le sue parole descrivono un clima di forte preoccupazione: “Ci aspettiamo non soltanto un nuovo modello, ma una nuova linea di produzione. Un solo modello in più rispetto alla 500 elettrica non basta per evitare il declino di Torino”.
Il riferimento è alla produzione attuale dello stabilimento, legata alla Fiat 500 elettrica e alla nuova 500 Hybrid. Per la Fiom, questi modelli non bastano da soli a garantire il futuro del sito. L’obiettivo indicato è arrivare a 100.000 vetture l’anno, mentre nei primi due mesi e poco più dalle linee sarebbero uscite circa 14.000 auto.

La scelta dei luoghi non è casuale. Il Museo dell’Auto richiama la memoria industriale torinese, mentre la Porta 5 di Mirafiori rappresenta il lavoro manifatturiero e il futuro da difendere.
