Aprile 2026 è stato un mese difficile nel nostro paese per due marchi simbolo dell’auto italiana. Alfa Romeo e Lancia hanno chiuso infatti il mese in flessione sul mercato nazionale. Per Alfa Romeo il bilancio parla di 2.184 immatricolazioni, con un calo del 33% rispetto ad aprile 2025. Un arretramento pesante nei numeri, ma non necessariamente nel potenziale commerciale del Biscione.
La gamma attuale, pur sostenuta dal richiamo di modelli come Giulia e Stelvio, Tonale e Junior, paga l’effetto attesa legato al rinnovamento tecnologico e all’ampliamento dell’offerta. In concessionaria, molti clienti osservano le prossime mosse del brand prima di decidere, soprattutto in segmenti dove elettrificazione, software di bordo e nuove motorizzazioni pesano sempre di più nella scelta finale.
Ad aprile 2026 calo del 33% per Alfa Romeo in Italia e del 14% per Lancia
Anche Lancia attraversa una fase di assestamento. Le 928 unità immatricolate ad aprile segnano una contrazione del 14,39%, collegata soprattutto alla transizione verso la Nuova Ypsilon. La piccola torinese resta il perno commerciale del marchio, ma il vero cambio di passo è atteso con l’arrivo delle versioni Turbo benzina, destinate ad allargare la platea dei clienti e a riportare traffico negli showroom.
Sul medio periodo, però, l’attenzione si sposta anche sulla nuova Lancia Gamma, modello chiamato a riportare il brand in una dimensione premium più ampia e ambiziosa. Sarà quello il banco di prova della rinascita Lancia, dopo anni di presenza quasi monomodello. Ricordiamo che la futura ammiraglia debutterà nei prossimi mesi e farà il suo esordio internazionale al Salone dell’auto di Parigi 2026 in ottobre.

Il mercato di aprile, dunque, non registra risultati incoraggianti per i due brand. Alfa Romeo e Lancia frenano oggi, ma il futuro fa sperare. Le due case automobilistiche italiane infatti preparano già la ripartenza. Per Stellantis, la sfida sarà trasformare l’attesa in ordini, evitando che l’incertezza favorisca concorrenti già più aggressivi. La seconda metà del 2026 dirà se quella di aprile sarà stata solo una pausa momentanea.
