Per le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio, la partita più importante sembra giocarsi sotto il cofano. Il rinvio di due anni dei due modelli sarebbe il frutto di una scelta più ragionata: costruire una gamma motori capace di adattarsi a clienti e mercati molto diversi, senza sacrificare il carattere che da sempre ci si aspetta da un’Alfa Romeo.
Tra le ipotesi che si fanno per le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio anche quella del 6 cilindri da 550 CV della Charger
Secondo quanto riportato da Autocar, Alfa Romeo avrebbe deciso di rimettere mano ad alcuni aspetti del progetto proprio per accogliere meglio anche le motorizzazioni termiche. La piattaforma STLA Large nasce per ospitare sia propulsori elettrici sia motori a combustione interna, ma passare dalla teoria alla pratica è tutt’altro che banale. Un motore tradizionale richiede spazio, raffreddamento, prese d’aria e una gestione tecnica pensata con grande attenzione.
Proprio il raffreddamento sarebbe uno dei motivi principali del ripensamento. Le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio potrebbero quindi arrivare con paraurti rivisti, aperture frontali più funzionali e una griglia non solo estetica, ma davvero utile per far lavorare correttamente i motori endotermici. Un dettaglio importante, soprattutto se Alfa Romeo vorrà continuare a proporre versioni dal carattere sportivo.
Alla base della gamma potrebbero esserci motori quattro cilindri turbo con tecnologia mild-hybrid. Una soluzione più razionale, pensata per contenere consumi ed emissioni senza togliere brillantezza alla guida. Per molti clienti europei potrebbe essere il compromesso più adatto: un motore ancora tradizionale, ma con un supporto elettrificato per affrontare normative sempre più severe.
Il tema più emozionale riguarda però il possibile sei cilindri in linea biturbo da 3,0 litri derivato dalla Dodge Charger Scat Pack. Si parla di circa 550 CV, una potenza che darebbe alle nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio un’identità molto forte. Se questa ipotesi venisse confermata, sarebbe un segnale chiaro agli appassionati: Alfa Romeo non vuole rinunciare al piacere di guida e a motori capaci di trasmettere emozioni vere.
Accanto ai propulsori termici elettrificati dovrebbero arrivare anche versioni ibride plug-in. Le versioni PHEVdelle nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio avrebbero il compito di fare da ponte tra passato e futuro: guida elettrica nei percorsi quotidiani, motore termico disponibile nei viaggi più lunghi e maggiore flessibilità per chi non è ancora pronto a passare a un’elettrica pura.

Le versioni a batteria resteranno comunque centrali. La piattaforma STLA Large può ospitare pacchi batteria da 101 a 118 kWh e motori elettrici con potenze comprese tra 168 e 443 CV. Più difficile, almeno per ora, immaginare una Quadrifoglio elettrica da oltre 1.000 CV, ipotesi che appare meno concreta rispetto al passato. Anche le Quadrifoglio comunque dovrebbero avere sia una versione elettrica che a benzina.
La strategia sembra quindi più realistica: non imporre una sola strada, ma offrire più alternative. Come ha ricordato l’amministratore delegato Santo Ficili, Alfa Romeo è un marchio globale e non tutti i mercati sono pronti allo stesso modo alla transizione elettrica. Per le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio, la vera sfida sarà trovare il punto giusto tra efficienza, prestazioni e identità. Perché per Alfa Romeo il motore è sempre stato parte dell’anima dell’auto, ciò che trasforma una scheda tecnica in un’esperienza di guida.
